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“So what would you like for breakfast?”
E ancora non capivo che volevi
dopo che mi ero messo a dieta e si era pure ristretta
la carta d’identità
E ancora non capivo che sapevi
delle etichette per il lavaggio delicato
e l’esclusione centrifuga
quando a me toccava sempre il misto lana
anche se pungeva
E inoltre non capivo tutto un elenco di posate
dai nomi più affilati, e poi centro bicchieri, fuori tavola,
decorazioni di nessun valore per ospiti di scarso peso,
avrei voluto vivere una casa piena
e tu un castello vuoto
avrei preferito parlare la tua lingua
che interpretare le tue mani
e dove andassero
e cosa toccassero
Ma ancora non capisco che vuoi
dopo che la luce l’hanno tolta da tempo
e al massimo funziona il gas,
per togliere il disturbo ci vorrebbe una cornacchia mangiaoggetti
siccome non sai dirmi cos’è tuo cos’era mio
E adesso mi si sono stretti anche i vestiti
e sono quasi nudo dalla morte in su
e se mi stringo anch’io posso aggrapparmi
al filo di luce sotto la porta
passare ogni stanza
fino a scalare i bordi e tuffarmi
dentro la tazza della colazione
(gennaio 2011)