* * *

 

“So what would you like for breakfast?”

 

 

E ancora non capivo che volevi

dopo che mi ero messo a dieta e si era pure ristretta

la carta d’identità

E ancora non capivo che sapevi

delle etichette per il lavaggio delicato

e l’esclusione centrifuga

quando a me toccava sempre il misto lana

anche se pungeva

E inoltre non capivo tutto un elenco di posate

dai nomi più affilati, e poi centro bicchieri, fuori tavola,

decorazioni di nessun valore per ospiti di scarso peso,

avrei voluto vivere una casa piena

e tu un castello vuoto

avrei preferito parlare la tua lingua

che interpretare le tue mani

e dove andassero

e cosa toccassero

Ma ancora non capisco che vuoi

dopo che la luce l’hanno tolta da tempo

e al massimo funziona il gas,

per togliere il disturbo ci vorrebbe una cornacchia mangiaoggetti

siccome non sai dirmi cos’è tuo cos’era mio

E adesso mi si sono stretti anche i vestiti

e sono quasi nudo dalla morte in su

e se mi stringo anch’io posso aggrapparmi

al filo di luce sotto la porta

passare ogni stanza

fino a scalare i bordi e tuffarmi

dentro la tazza della colazione

 

 

 

 

 (gennaio 2011)


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