In capo al mondo

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In capo al mondo
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Ti avrei seguito in capo al mondo
se solo il mondo avesse avuto
un capo e una coda
invece
era tutto una spirale
partita da un accenno di danza
una linea spaziotemporale
sui tralci trascurati, tra gli avvitamenti
dove molta era l’arte e la partecipazione
emotiva del genere
ti amo al primo sguardo
ti odio al primo errore.
 
Succederà ancora che arrivi,
passando dai tralicci
dell’alta tensione,
il Grande Impollinatore.
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lug2019
text
draw
gianlucamoro
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Le giuste quantità di aria (perché passi una nota)

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Le giuste quantità di aria
(perché passi una nota)
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lasciatelo respirare.
 
quel povero pianoforte
cosa vi ha fatto di male
nell’atrio della stazione.
 
state alla giusta distanza.
non lo vedete che sta male.
no, non lo vedete. lasciategli
aria.
non
tormentatelo.
 
lasciatelo stare.
 
arriverà il momento
in cui farà
ritorno alla musica.
 
 
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torinoportanuova,13lug19
(photo&text gianlucamoro)

Les fleurs jaunes

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Les fleurs jaunes
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è tutto fiorito.
 
strade manifesti
insegne sui palazzi.
fiori gialli monocromo
tra il girasole e il limone.
non si può
continuare in auto
e neppure a piedi.
occorre farsi pesci
nuotando in quel colore.
 
più in là
con i mezzi abituali
non ci si arriva.
 
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milano,
marzo-giugno2019

Gli amici di Paperino

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Gli amici di Paperino
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Tu lo sai che esiste un luogo
che si chiama Paperino?
Ci potremmo arrivare
sopra mandorle volanti,
consumando peperoncino
e sputandone dall’alto i semi
per farci crescere nella nuda terra
amori infuocati
sulle ali dell’entusiasmo.

Oggi sono arrivate le ceneri.
Domani arriveranno
il fuoco e l’acqua per nutrire
il coraggio.

Mi sono cosparso
il volto
di cera, olio e pitture acritiche.

Arriveremo
in tempo per la finale?
Senza di noi,
non giocheranno.
Le campane oscillano
in paese
ma non fanno rumore.

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milano,
6aprile-3giugno2019

txt: gianlucamoro
on giantropomorfo blog

Le intenzioni sospese

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Le intenzioni sospese
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È che non ho nemmeno voglia
di entrare
in un’attività che preveda
adesso una qualche forma
di scelta.
 
Ma anche respirare
in fondo
è una scelta.
 
Hai presente le case?
Non ho voglia neanche
di entrarci dentro. Preferisco
aspettare fuori
quel che deve uscirne.
 
Intendi persone, animali,
dialoghi dai televisori?
 
Qualcosa del genere.
Ombre, più che altro.
Bollette della luce.
 
Intendi il destino, le frasi
che non avresti voluto dire
e quelle che non hai
potuto dire?
 
Voglio dire
qualcosa come il terriccio
dentro i vasi senza le piante.
 
 
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milano3aprile-28maggio2019
txt: gianlucamoro on giantropomorfo blog
photo Francesca Woodman

Un valido motivo

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Un valido motivo
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La delusione
al risveglio
quando nulla
corrisponde al sogno
e poi girarsi
dall’altro lato del letto
ed è molto meglio
è reale
 
Nelle prime luci
di un sole che ha il colore
verdognolo
di un pianeta ancora freddo
il raccordo autostradale
fa curve a gomito
anche quando non ci sarebbe
un valido motivo
 
Salvo rare eccezioni gli alberi
vanno in su verso il cielo
 
Procediamo per linee orizzontali
a piedi o con altre motivazioni
alimentate da energie in prevalenza
alternative
 
Unica eccezione, un aereo nell’aria,
tira una diagonale di gesso, ci mette
tempo a dissolversi, come dopo
uno spavento le paure

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gen-mag2019
txt: gianluca moro on giantropomorfo blog
img: davies zambotti, “linea sospesa”, all rights reserved

Le pulizie di primavera

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Le pulizie di primavera
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Ci provammo una volta
a essere meglio di ciò che eravamo.
 
Non ci riuscimmo.
 
Erano anni in cui
anche solo lo spostamento
era impensabile.
 
Tutto era fermo, e quando quel brillamento
dalla stanza ebbe inizio
pensammo a una qualche rivoluzione.
 
Era solo l’effetto,
filtrata dalla persiana,
della luce
sopra un pezzo di nylon che
scivolava nell’aria e per avvitamento
e gravità rovinava a terra
sopra il pavimento di coccio
e i relativi giochi sparsi da raccogliere
e mettere via.
 
Fu allora che, senz’alcun significato
né indizio apparente, il brillamento
si fece scintilla
di qualcos’altro.
 
Uno dopo l’altro, i peluche, le macchine
d’epoca e quelle più moderne
presero fuoco senza che ci fosse
il tempo di reagire.
 
Dalle strade
cominciava a propagarsi
l’idea di un incendio, fino a che
nacquero focolai spontanei in ogni
quartiere, e alla fine del giorno
tutta la città ne fu contagiata.
Il giorno dopo non era rimasto
niente. Nessuno aveva urlato, nessuno
era morto. Tutti si erano limitati
a lasciare le proprie case
e la città in fiamme.
 
Dopo un giorno di marcia, in silenzio,
arrivammo alle soglie della
nuova città. Non c’era traccia
di essere umano.
Alcuni cervi brucavano l’erba che affiorava
dai marciapiedi come spaventi
improvvisi. I cervi alzavano la testa
verso di noi, poi
come se si fossero sbagliati, spostavano
l’attenzione verso l’erba. Una farfalla
viola si alzava a intermittenza e riposava
sopra un lampione scrostato. La mia
risata esplose dal nulla, come un tuono,
nel bianco più totale. Tu restavi immobile
e allo stesso tempo carezzavi
la testa dell’animale. Tutti gli altri avanzarono
in direzione della nuova città.
Non sarei mai tornato indietro
non sarei mai andato avanti.
 
È questo che si intende
con “vivere il presente”?
 
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aprilemaggio2019
gianluca moro
on giantropomorfo blog