I nomi e gli aggettivi

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I nomi e gli aggettivi
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e mi commuove ancora
quella tua voce timida
di vetro al telefono
e così erotica, il tuo odore
di orchidea che mi arrivava
attraverso gli auricolari
e poi scendendo
raggiungeva i pori
aperti della barba
(entro un mese
mi sarebbe spuntato
almeno un fiore tra i peli)

e quella mia risata
eroica imbarazzata felice
per una volta piena
di aggettivi

gli orchi riempivano la chiesa la domenica
le dee si spogliavano nel chiostro
soltanto il lunedì e il giovedì,
comunque mai nei giorni festivi:
per non dare nell’occhio
allungavano l’orecchio
ascoltando i discorsi dei fedeli,
camuffandosi tra le statue,
ma non intervenivano mai

era il giorno in cui si celebravano
le nozze del leone con il cervo
le campane suonavano a festa
qualcuno spegneva
altre candeline da un soggiorno
poco lontano
in una via centrale della città

i tuoi occhi anche al telefono
profumavano di libertà

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torino+milano, 19+21 gennaio 2019

img: Eric Poitevin, “Cerf mort”, Musée de la Chasse et de la Nature, Paris

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Domotica

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Domotica
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Non voglio andare oltre
nel leggere dentro al latte,
sul fondo della tazza
di caffè, o tra i residui di mat-
cha verde smeraldo, sulle smerigliature
della pelle avventosata al vetro
della finestra per vedere
quando e in che modo
(dalla tettoia, dal frigorifero, dallo scarico
del lavandino o del cesso)
intendi rientrare

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milano15-16gen19
words & img by gianlucamoro
on giantropomorfo blog

Fesserie del quotidiano

ziagiò
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Fesserie del quotidiano
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un giorno smetterò
di tenermi tutto dentro
le tasche
prenderò una borsa
trasparente per tenerci
un canarino parlante
e un pappagallo rifrangente
che mi ripetano a ogni passo
non fare il fesso
quel giorno è adesso
 
 
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milano, dic18gen19
words gianlucamoro
img: zia Giò che non è su facebook.

Poesia del buon umore

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Poesia del buon umore

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Hai raccolto
un ramo dagli occhi. Era un ramo
di quelli sottili, filo di rame
ragnatela di ribes
o altri frutti minori
nelle dimensioni e dal sapore
immenso.
Sanguinavano zucchero, succo di zelo.
 
Hai prestato il corpo al consumatore.
Nel frattempo
hai avuto tempo
di leggere in santa pace quel romanzo
che avevi rimandato da mesi.
Quando ha smesso
con il tuo corpo
ti mancavano poche pagine, era bello
non sapere
come sarebbe andata a finire.

 

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mi9gen2019
words
giallomoro on giantropomorfo blog

Le molte guerre

davies!
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Le molte guerre
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Assediati da tutti gli angoli
restiamo a guardare
la goccia d’olio
scivolare
lungo l’oliera
e non facciamo niente
perché non tocchi
la tavola rotonda
 
La musica a tutta immaginazione
il volume in alto in silenzio
riposto sullo scaffale
le piante già nutrite
le scorte in frigo
la scorta con i cani dietro la porta
 
A volte vorrei andare in un posto
dove sarei certo di non incontrare
nemmeno me stesso

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milano4-7gen2019
words gianlucamoro on giantropomorfo blog
img: © davies zambotti DS Zevis

http://www.davieszambotti.com/interstizi.html

Il beneficio del dubbio

 

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Il beneficio del dubbio
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concedimi il beneficio del dubbio
questa sera
le piante mormorano
i vicini osservano e annaffiano
parole dall’alto
dell’orgoglio
botanico
colano giù
sui vetri
gli eccessi d’acqua
su queste strade d’africa,
mercati, aspirapolveri,
polline giallo per curare
il raffreddore
o l’allergia all’amore,
vento di marzo in gennaio
neve coi fiori sbocciati in aprile

 

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milano3gen2018

I buoni e i cattivi

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I BUONI E I CATTIVI

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il milanese si perde a torino
il torinese si perde a milano
io che sono siamese
mi perdo ovunque
non trovi una rima, o almeno
un’assonanza
un accenno d’acqua
una danza notturna
sopra il tram che va al deposito

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non mi fai
più partecipe di niente
oppure racconti tutto
anche il presente
dettaglio per dettaglio
(ma davvero l’abbiamo
vissuto insieme?)

si sente solo
un sottile odore d’aglio
dalla serata precedente con il pesto genovese,
la bagna cauda oggi sarebbe troppo
anche se domani inizia il week end
e ci potremmo chiudere in casa
sepolti tra i colori delle verdure
intingere fino al tramonto
finché della pozza
di bianco e acciughe
non resti che un’ombra
e un vago accento di cardi arcuati

siamo stati saremo felici

e adesso?

adesso viene il bello, l’esplosione.
andiamo. brindiamo.

iniziare il nuovo anno
rompendo qualche tazza
riparare le ferite
con l’oro zecchino
cantare come da piccoli
in fila indiana
rincorrendoci giocando
ai buoni contro i cattivi.

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milanofinedic2018iniziogen2019

words gianlucamoro on giantropomorfo blog
img Luigi Ghirri ©️