NO ROSSINI, NO PARTY

quanto meno divertente, e inaspettato, ritrovarsi a un rinfresco, in un giorno caldo, dentro una torre bianca, con la luce stanca, i camerieri in livrea, i pasticcini col petto in fuori, gli accenti stranieri dei cantori. quanto meno lampante la differenza tra giantropomorfo e il resto della sala, una differenza non dissonante: mi intonavo col bicchiere ai lamponi, provavo di tutto, “posso immergermi nel tuo blu?”, ma la ragazza era troppo nordica per rispondere e preferiva buttarsi sul cioccolato artigianale vaginale espressione dell’insoddisfazione che solo un contrabbasso potrebbe annullare. ma io suono il piano.

quanto meno orfana di aggettivi, questa serata partita come giro per le strade in cerca di un locale con dehor, finita al chiuso a bere barolo chinato senza chiedersi perché, e le cose gratis hanno un gusto più buono, e le violiniste più secche del violino sono insopportabili, e il saxofonista in bella pista che Parigi e Londra e bla, non digerisce più le note e torna a casa con il mal di musica e non suona più.

(da un fatto vero successo ieri sera e un po’ alterato ma non più di tanto, 20 giugno 2005 Alessandria)

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4 risposte a “

  1. Comunque, il rossini del bar jolly(o che bar era ieri) fa schifo!

  2. Ripassavo per un salutino.
    In realtà mi sono ritrovata qui per caso…
    Ne approfitto per augurarti una buona giornata!! ^^
    Baci

  3. meravigliosamente descritto …

  4. Ti intonavi col bicchiere ai lamponi nel senso che ti sei rotto?
    Muxu, D. : )

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