hai presente il suono delle campane, ma non quelle di città. dico le campane di paese, quelle con il vecchio seduto sui gradini, e la vecchia fuori dalla porta di casa, e il bambino che non c’è perché è partito per la festa grande della citta? hai presente quel suono che fa il clown quando acchiappa una mosca e dopo un attimo la libera, magnanimo signore, hai presente quelle ore dove non succede niente eppure tutto cambia, e la sera non è più la stessa? quando il gusto del caffè diventa alberi e trasporti lungo il mare, e sole sulle schiene degli schiavi, quando in un pensiero afferri tutta l’umanità e piangi e ridi con tutta? hai presente il suono della frutta staccata da una pianta, il colore dell’acqua quando sboccia dai subaffluenti secondari, i pozzi chiusi dove non ci cadono i bambini ma soltanto un po’ di polvere distratta, hai presente quei discorsi dove ci sei tu ci sono io?

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Una risposta a “

  1. Presente. Ma il giusto passato da intenerirmi.

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