RACCONTO MELO’

 

Sembra di scivolare sul burro quando suoni sullo Steinway Gran Coda d’uccello, mentre i tasti si sciolgono tu proponi i tuoi deliri di zucchero, una pasta filante di stelle per il Carnevale da bruciare con la strega in cartastraccia sulla pira. E gli inviti non li hai ancora fatti, e sei in ritardo, ma non puoi truccarti perché devi terminare il pezzo sullo Steinway. E dopo la musica ci sono altri intoppi, un racconto che devi terminare, un bacio da consegnare. Riuscirai a uscire mai in orario per l’appuntamento?

Sai, sono un po’ stanco di aspettarti tra le settima e l’ottava corda. Quelle corde basse che non suoni quasi mai. E nel pianoforte poi io ci sto stretto. Almeno, fammi entrare in un’orchestra d’archi e ottoni, in una fiaba di sarti e bottoni, cucimi il tempo che si è strappato sul fianco, dopo il tuo sfioramento andato a finire sui bottoni di qualcun altro o di qualcun’altra, che importanza ha l’età se non sai niente del dispiacere e del piacere?

Sembra di scivolare sul pianto, proprio quando smetti di suonare e i tasti sono nuovamente asciutti. Ti volti per un secondo verso il centro della terra, poi esci dal tetto per non destare sospetti. Ma che sbadata. Il pianoforte l’hai lasciato acceso.


appena scritto, ancora in ufficio, ultimi giorni…

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2 risposte a “

  1. ..mi correggo: la ri-nascita!

  2. Noto con estremo gusto la nascita di stelle danzanti..
    Muxu, D.

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