CALDOFREDDO (racconto per uomini e donne reali)

 

 

faceva freddo, non so bene chi fosse a fare tutto questo freddo, ma faceva freddo. le ripetizioni a volte servono, ecco. anche perché una giornata del genere non puoi passarla se non sotto le coperte con chi ti piace e sguazzarci dentro in largo e in lungo, se dio vuole. e se dio non vuole, basta che ne abbia voglia io.

faceva freddo oltre le ossa, arrivava al pensiero, ibernato, per non parlare del sesso lì in basso. nemmeno il miglior pompino – pensai – potrebbe farlo risvegliare dall’ibernazione. mi sbagliavo. lei ci sapeva fare. e avrebbe potuto risvegliarmi, se solo fosse arrivata.

perché poi a volte ho pensato: anche la più complessa psicologia maschile parte sempre da lì. un buon pompino è il miglior modo per risolvere i conflitti. se la donna fosse DAVVERO consapevole del potere che ha in bocca forse eviterebbe strilli inutili.

questo non vuol dire che il sesso come-dio-comanda basti ad alimentare una coppia. però aiuta. invece certe volte ti capita che una donna parli quando deve stare zitta e aprire le gambe e stia zitta e apra le gambe quando tu vorresti solo parlare. possibile? sì, anche gli uomini non sempre hanno il pensiero in mezzo alle gambe.

Eppure certe volte lei si arrovella a chiedersi Cosa c’è che non va nel nostro rapporto? e la risposta magari è: non gli fai abbastanza pompini. che tradotto in linguaggio femminile (che forse poi lo preferisco, ma forse no) significa Non sei mai parte attiva nel rapporto, e non gli dedichi le attenzioni di cui ha bisogno. magari a lui non gliene frega nulla di tutto quel trucco che metti e l’abito che hai comprato per farti vedere da lui, e del buon pranzetto che gli hai preparato. magari vorrebbe solo sdraiarsi sul divano, e che tu glielo succhiassi con dolcezza, come una ninnananna. ma non te lo dice perché poi tu penseresti di essere una puttana. ed è proprio quello che lui vorrebbe. tutti gli uomini vogliono una dolce puttana. una puttana santa. insomma, gli uomini preferiscono gli ossimori (e anche le donne, io credo).

poi ci sono anche gli uomini che vogliono solo la bambola-mozzafiato-da-esposizione (guai a sfiorarla però) o la suoretta-niente-sesso, sempre uguale, senza variazioni, ma sono in minoranza. e comunque se la raccontano: a tutti fa piacere un pompino come-dio-comanda. non sempre, certo. una donna dovrebbe capire quando è il momento di tenere lontane le labbra. come del resto un uomo dovrebbe capire quando lei non ne ha voglia. o se non è il caso di ficcarle un dito all’improvviso nel buchetto. anche perché se si incomincia così, quanto può durare? i PRELIMINARI NON ESISTONO, perché tutto il rapporto è un’unione. quindi non c’è un prima un durante un dopo. è tutto collegato, è tutta la maledetta stessa cosa, baci labbra anal carezzine cazzo figa miele sborra senso sorriso, insomma, fa tutto parte della grande arca di Noé che ci salvò dal torpore quotidiano.

mi sono masturbato per bene. proprio una gran sega. a volte non riescono bene. è un po’ come il risotto. certe volte viene meglio.

comunque faceva proprio freddo quel giorno, e lei era in ritardo, quella stronza. sì, perché una volta passi, ma sempre, no. allora se sei sempre in ritardo vuoi sottilmente dimostrare il tuo potere nei miei confronti, e allora sai cosa faccio? me ne vado. a costo di sentire le costole scricchiolare e dire no, nel tipico sentimento del Sto perdendo una scopata, stasera. più tutto il resto, s’intende. è evidente che in realtà stai pensando che dormirai da solo, questa notte, ed è quello il problema. l’orgasmo ce l’hai anche by yourself, ma poi ti giri dall’altro lato, e il cuscino è vuoto, e il fazzoletto è pieno di roba, e anche stavolta non nascerà nessuno.

questo voglio dire di te, questo e niente altro in questa notte che forse è giorno e ho gli occhi chiusi, in questo tempo che forse è già domani ma io non voglio crederci, e penso che sia ieri, quando ancora eri con me. ah, dobbiamo perderci nelle definizioni? io non ti ho aspettato all’appuntamento? o forse tu eri TROPPO in ritardo? e poi, chi sa se ci sei andata al nostro appuntamento. io, di sicuro, non c’ero.

avevo aspettato più di mezz’ora, e avrei aspettato ancora se mi avessi avvisato. e sapevo che non era un imprevisto. perché anche altre volte non mi avevi avvisato, e te n’eri apparsa col sorrisetto nemmeno giustificativo, perché quello prevederebbe un chiedere scusa, peggio: col sorrisetto interrogativo, che vede la mia faccia scura e, sorridendo, mentalmente chiede: è successo qualcosa?

è successo che mi sono rotto il cazzo di aspettarti. ma non solo agli appuntamenti. mi sono rotto di aspettare che tu decida cosa fare delle nostre vacanze, della porta di casa, della tua amica che poverina ha bisogno di te e mi sono rotto di aspettare che ti venga in mente che hai una figa e anche che io ho un corpo che necessita baci e carezze, e darmeli da solo non è la stessa cosa.

me ne sarei andato anche avesse fatto trenta gradi, e se una brezza leggera avesse dato carezze alle mie spalle dicendomi E’ la temperatura ideale per stare qui all’aperto ad aspettare come un pollo. me ne sarei andato anche se avessi avuto il libro più bello da leggere, e la figa più dolce che passava in quel momento a un passo dalle mie labbra. me ne sarei andato per non rischiare di aspettare un attimo di più e passare alla fase del Tanto adesso arriva, o dell’ Ora che ho aspettato tanto, non posso andarmene e sprecare la mia ora di attesa.

tornando a casa, c’era un nido caduto da qualche tetto. si sentiva pigolare, piano. dentro c’era un uccellino. per un attimo ho pensato di schiacciarlo, perché mi sembrava di sentire le tue grida. poi invece ho visto le mie grida, e dentro le mie ali. ho preso il nido e l’ho portato in casa mia.

oggi è il giorno del ritorno in libertà. ti aprirò una finestra e non ti guarderò andare. mi stavo affezionando, ormai. fuori fa meno freddo, per voi incomincia la stagione dell’amore. per noi uomini non smette mai, estate inverno freddo o caldo. magari però metto un maglione adesso, anche se mi piace stare nudo dopo che l’abbiamo fatto.

 

 


finito h 0 57 1 dic 05, Torino

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Una risposta a “

  1. Sai che sei l’unico (o almeno credo) che mantenga la mia attenzione scrivendo testi erotici? Forse perchè so che è un diario, o un pensiario, boh..

    P.S. Dovrò preoccuparmi se mi cucinerai un risotto? (o basterà masticarmi un preservativo per la mia ugola vergine?)

    A parte questo, mi manchi.

    D.

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