X R T W astract from unconsciousness pillol narrow onion ludo Number Six
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devo aver sognato
un bestiario di cose inventate, lave concentriche raffreddate, e grumi di senso strizzato su un seno e latte sottile che scendeva dal palmo delle dita, non c’era luce ma bruciava lo stesso sulla pelle, non c’era luce ma ci vedevo, non c’era luce, ma quanto è lungo un’ombra, non lo so, e per quanto un’ombra sia lunga, intravedo le possibilità di una forma che si sovrappone, non mi devo esporre al sogno durante il giorno, altrimenti questi sono gli effetti, e le cause non ci sono, io non ci sono perchè sono nel sogno, puoi provare a svegliarmi se vuoi, ma anche quando ti rispondo io sono nel sogno.
devo aver sognato
di incontrarti tra colonne, anche se il cielo era aperto, e non c’era nessun tetto, il tatto si posava sopra le cose come la speranza si posa ancora qualche volta su di me, ma se mi indichi che strada devo fare prenderò di certo l’altra: ho bisogno di un consiglio più sottile, uno strato della voce quasi invisibile, una patina dello spessore che nemmeno un’unghia, una porta che si apra da sola e lasci passare tutti gli incubi fantastici in cui amo penetrare.

,,,,,,,

(poco fa o adesso)

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Una risposta a “

  1. pretendo la percentuale di tusaicosa di questo post.

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