il signor Tiamo
 
 
abbiamo letto il giornale insieme con le notizie inventate, guardato gli altri dalla finestra, scartavetrato i muri, giocato a perdere le biglie sulla spiaggia, saltato dai treni in corsa, e in tutto questo, dov’era Tiamo, quand’è che arriva, quando scompare?
            abbiamo aperto un ristorante, chiuso gli occhi insieme, respirato la bocca dell’uva, abbiamo smesso di respirare nello stesso istante, e in tutto questo, dov’è Tiamo? in quali piege delle azioni si trova? tra le serrande che chiudi nella notte e lo sbadiglio che apre il mattino, tra la fine delle danze notturne e la schiuma del cappuccino?
            abbiamo riso fino ai piedi, pianto fino alle radici dei discorsi, ci siamo bagnati alla fonte dei miracoli possibili, abbiamo letto un libro insieme, e tra la nona e la decima frase, mentre sbagliavamo a leggere la stessa parola, era lì Tiamo?
            abbiamo discorso di politica estera, esplorato le nostre zone interne, scambiato muco sperma e sorriso, abbiamo aperto la stagione estiva, e messo per ultimi le calze in autunno, abbiamo visto un film insieme senza conoscere il titolo ma indovinando subito l’autore, abbiamo riso per ore sopra l’asfalto ubriaco, abbiamo chiesto l’ora a un mago, e in tutto questo, dov’è Tiamo? in quale punto della notte l’hai sentito arrivare, ad alta voce, nel sogno, in quale punto del giorno l’hai visto strusciarsi sulle gambe, in quale punto delle labbra l’hai sentito premere?
            siamo saliti sulla torre più alta, abbiamo sputato insieme di sotto, giurando fedeltà alla passione, abbiamo perso i vestiti, girato nudi per la città in fiamme, non ci siamo voltati quando abbiamo sentito arrivare l’acqua, abbiamo rotto un vetro insieme sopra il tavolo dentro casa, ci siamo nascosti dove neanche noi potevamo arrivare, e in tutto questo, dov’era Tiamo? che cosa faceva in quei momenti, che faccia aveva, triste, contenta? e poi Tiamo com’era vestito, chi gli aveva dato l’invito? aveva mani grandi? quand’è che cominciò a carezzarti il fondovalle? e quando poi è arrivato, io dov’ero, tu dov’eri?
            a essere sinceri forse io stavo dormendo, e tu mettevi a posto i capelli come i vestiti nell’armadio, il pensiero non era ancora nato e il mondo tardava a risvegliarsi, quando noi cominciavamo a toccarci e la preistoria si toccava col futuro, quando diventava duro e tutto il resto intorno facile e molle, quando tutto questo si degnava di esistere, e la felicità cambiava forma ad ogni istante, e il dolore poco distante, in una tazza trasparente, stava a portata di mano, pronto da bere, in tutto questo, in qualche luogo, eravamo.
 
………………………………………
(ieri, domenica, nel letto)
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Una risposta a “

  1. Dai il benvenuto al signor Tiamo da parte mia!
    Muxu, D. : )

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