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il problema è che abito al decimo. avessi trovato al primo, o al secondo, o magari una di quelle casette col giardino: è che costavano troppo, o erano tutte troppo occupate. dal balcone guardando sotto vedo l’esistenza di forme lontane, i vicini sono tutti in vacanza, e là in fondo, su qualcosa che sembra un marciapiede, ogni tanto passa una testa, qualche volta posso dirti se è pelata, se è rossa, o se è una donna. altre volte i contorni sono sfumati, perché viene su quella nebbia dal basso, le auto, il riscaldamento delle case d’inverno. e ora che è estate, l’eccesso di sole inganna lo sguardo, o la sera sono i lampioni che mi nascondono.
            il problema è che abito al decimo, e da qui ogni cosa si presenta abbastanza lontana per non entrarci dentro, ma abbastanza vicina per incuriosirti e desiderare. abitassi al primo, o al secondo, o in una di quelle casette col giardino (ancora meglio), potrei dirti quando passi Scusa ma quello è un rotwaisser? e tu risponderesti Non si dice così, e io ma Sai, mi ero confuso con la birra. oppure, passerebbe un vecchio pieno di sete e io direi Si accomodi signor vecchio pieno di sete, ecco, così va meglio? e invece no, sto al decimo, e i vicini non li sopporto, non li sopporto nemmeno adesso che non ci sono. qualche volta sbaglio ad annaffiare le piante, così, per gioco, e l’acqua scende giù fino a che prende in testa qualcuno qualche volta, e qualche volta lui o lei alzano la testa, e qualche volta imprecano e urlano, ma più spesso sorridono perché non capiscono, e qualche volta se non capiscono sorridono, qualche volta perché hanno paura di quel che non capiscono.
            e ora che adesso sono anch’io al piano terra, fermo, come una pianta, tutti si fermano davanti a me, chi si scansa, chi mi tocca, chi si allontana con eleganza, chi con speranza, chi si avvicina con un fazzoletto in mano per togliermi una macchia, quel poco che puoi togliere ancora, ma che importa: finalmente un piano terra. al decimo no, non ci potevo proprio stare.
 
 
 
 
 (torino, oggi)
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4 risposte a “

  1. Tornremo anche noi.
    Ci piace infliggerti una cosa che non potrai evitare. 😉

    Stacci bene,
    AltaInfedeltà
    altainfedelta.it

  2. ma che palle ‘sti vicini.. oh!

  3. (graz)

  4. come scrivi bene, Gian..
    visione non banale delle cose e, appunto, dono della sintesi.
    mi piace leggerti anche quando sei crudo.
    tornero’ spesso, ciao
    Akira

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