IL CITTADINO MODELLO

sotto la spinta di non so quale dea

sentivo il corpo della città

e risaliva su dal sesso un’idea

di libertà per le strade minori

e sui viali, un’idea di toccare

le vedove assonnate e i pipistrelli stanchi

i millepiedi assorti a leggere il giornale

sotto la spina di non so quale rivoluzione

avevo voglia di fare l’amore

sotto le auto e sopra i campanili

nell’orario di lavoro e nei fienili

timbrare il cartellino con il sesso

fare carezze al computer disegnare con il gesso

nell’ufficio del principale

prendere sempre strade secondarie al profumo di gelso

sotto la spinta di non so quale verso

io cominciavo a scrivere a vivere a respirare

e, non fosse stato per il traffico i lavori in corso il martello pneumatico,

la città mi stava ad ascoltare


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