CARTOMANTE *

sono entrato nel suo corpo come sempre per piacere. mi piace sentire il movimento di ogni organo interno e ogni muscolo. mi sento a mio agio nel corpo di una cartomante. ho sempre amato il gioco, mischiare le carte, confondere gli animi. le persone entrano dentro questo circo per avere un responso, ma non sanno che il responso dipende solo da loro. un po’ di oscurità e qualche trucco facilitano la suggestione, e poche carte girate, unite all’espressione misteriosa della cartomante, fanno il resto.

adesso c’è una madre con la sua bambina:

“voglio sapere il suo futuro” – dice la madre.

e la bambina che ne pensa? l’hai forse interpellata? e poi non lo sai che i bambini non hanno ancora il senso del tempo lontano, e vivono un eterno presente di piacere e dolore concreti, e per questo sono felici? perché vuoi che giri le carte?

“procedi”.

non insisto, del resto non so nemmeno perché m’intrometta. io sono un demone, ma sono pieno di rimorsi e ogni tanto mi scappano le false buone azioni.

giro la prima carta, la morte. cominciamo bene. cerco d’interpretare; la morte, sì, la morte dell’infanzia, non della bambina, chiaro…ma aspettiamo le altre carte.

giro la seconda: un uomo che scrive. questa carta non esiste nei tarocchi tradizionali, ma a me piace, quindi l’ho aggiunta. rappresenta un uomo intento a scrivere un libro sui tarocchi in un castello di destini incrociati. sullo sfondo della carta un altro uomo maturo sta sognando l’amore con tua figlia. quest’uomo sta sognando, ma è anche sveglio, e pensa che i sogni siano il modo per interpretare la realtà, e non il contrario. “ma cosa c’entra con mia figlia?” aspetta la terza carta.

“non sono venuta fino a qui per avere delle risposte incerte…”

va bene, eccoti delle risposte certe. la terza carta rappresenta la figlia che uccide la madre. non so se ti vuoi arrendere all’evidenza, o preferisci un’interpretazione meno letterale.

“tu non sei una cartomante”  sei libera di non credere a queste carte, ma all’arte non si crede per ragione, ma per fede, o per bellezza. e adesso vieni qui. ho bisogno di un nuovo corpo da indossare, di un nuovo carcere per potere amare: voglio il tuo corpo, o quello di tua figlia.

la scena del delitto è piacevole allo sguardo di un osservatore distaccato. nella tenda del circo sopra tavolo la carte sparse, un pugnale conficcato nell’occhio della cartomante. una bambina che piange, fuori dalla tenda, accanto ad un leone che le lecca via le lacrime. io che mi allontano senza sapere più in che corpo abito, penso che non sono fatto per prevedere il futuro. io sono il demone della lussuria, e vivo nel presente. non ho futuro né passato, e il presente è la mia profezia, e una giornata è buona quando entro o quando qualcuno mi entra dentro, e partorisco storie per il piacere di divertirvi e di annoiarvi, sui vostri divani pieni di polvere, appoggiati alle vostre molli, sempre più molli esistenze.

* prima prova del reality blog 7angelie7diavoli.splinder.com

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10 risposte a “

  1. quanto la banalità di commentare in forma anonima, come la banalità del male che si fortifica nell’anonimato della colpa, di cui parla Hannah Arendt…

  2. Di una banalità sconcertante…..

    C.V.

  3. LETTA E VALUTATA:-)

  4. letta e valutatata 🙂

  5. letto e valutato.

  6. letto e valutato…;)

  7. valutato !!
    XxFeeLXx

  8. valutato

  9. letta e valutata! 😉

  10. Forte!

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