SOSTITUZIONE*

non avrei avuto molto tempo e non sapevo se sarebbe stato divertente. stavo venendo così bene, quando Dio mi telefona e mi dice:

-senti diavolo d’un lussurioso che non sei altro, dovresti sostituirmi per ventiquattro ore.

-cazzo, proprio adesso me lo dici? lo sai che mi hai interrotto? e poi non potevi chiederlo al diavolo dell’Ambizione, o a quello dell’Ira? sai che cose ti combinavano in tua assenza? o se volevi stare più tranquillo lo chiedevi all’angelo della Purezza, o a quello della Generosità?

– è proprio per questo che mi devi sostituire. gli altri angeli e diavoli sono in sciopero a oltranza.

– è per quella storia delle paghe?

– i tagli in cielo sotto la terra sono necessari. loro però non vogliono trattare. ora mi tocca fare un’udienza con ciascuno, e insomma sono un po’ incasinato.

– vabbè, ma io che cosa ci guadagno? ricordati che mi hai interrotto un orgasmo, e non è divertente.

– ma potrai sostituirmi per ventiquattro ore. potrai fare quello che vuoi, basta che rispetti queste tre regole:

1-Mantenere una giusta proporzione tra bene e male.

2-Eleggere un nuovo leader "neutrale" che guidi l’umanità verso un obiettivo da te prescelto.

3-Produrre almeno un evento prodigioso che lasci tutti meravigliati.

– in questo caso la cosa si fa interessante. sentiti libero, per un giorno. ma… posso fare proprio… tutto?

– tutto.

e con questo riattacca. mi metto il vestito quello buono, scendo in terra e comincio le mie ricerche per il leader. stendo un programma alla buona:

ore 0-1 fine sesso

ore 1-8 sonno

ore 9 incontro con papa Benedetto X Elevato 3 Radice di 10

ore 10 incontro con George W. Cespuglio

ore 11 incontro con Adolf Hitler.

ore 12 incontro con Albert Einstein.

ore 13 incontro con Carl Gustav Jung.

ore 14 pausa pranzo

ore 15 scelta e proclamazione del leader

ore 15.30  obiettivi e strategie

ore 16 pausa sesso

ore 17 analisi costi

ore 17 30  pausa sesso

ore 19 pausa sesso dal sesso

ore 20 ripresa lavori sessuali

ore 21 sesso

ore 22 sonno

ore 22 30 sesso

ore 23 riposo

mezzanotte del 31 dicembre:  evento spettacolare

avevo cominciato bene con il piano, ma poi mi ero perso nei dettagli. non sono abituato a pianificare. io mi baso sull’istinto e l’improvvisazione, oltre che all’eiaculazione. non vedo niente oltre al mio sesso e se non trovo nessuna o nessuno mi faccio da solo, e alle volte viene pure meglio. sono le 22 e non ho rispettato niente del piano, non ho trovato un leader adatto e non so neanche a quale scopo, e tra due ore Dio riprenderà il potere e s’incazzerà da morire. solo che io non posso morire.

     non ho rispettato le regole. ho scopato come al solito e il mondo non si è accorto di me. ma poi mi viene il lampo. passo per caso in un vicolo, c’è una luce azzurra accesa. il neon si muove al tempo del rumore che esce dalla stanza. è l’inconfondibile rumore, l’unico rumore che solletichi le mie orecchie. qualcuno sta scopando, e bene, a giudicare dalla musica che fa. entro nella stanza, e mi sorprende vederti sola, con una mano in basso, eppure stai così bene che sembrate in dieci. e allora penso: che cosa posso fare per te? niente, sei già così soddisfatta, così beata che non ti manca niente. e allora capisco cosa devo fare e che tu sarai il leader. sono già le 22 30, capodanno sta per arrivare e tutti sono in giro a festeggiare. il tuo abito da sera appeso e stirato, vicino allo specchio; sopra il tavolo una foto di una ragazza. allora si vede che non stai così bene. magari aspetti che arrivi. magari dovevate uscire insieme. magari dovevate entrare e non uscire più. ore 23, continui a restare immobile, seminuda sul letto. il televisore col volume basso trasmette le solite trasmissioni con il conto alla rovescia. nella piazza vicino al vicolo vestita a festa qualcuno aspetta al freddo e si riscalda con del vino o con un bacio. tu continui a restare lì, le mutande un po’ abbassate, e ogni tanto scendi con la mano, ma quasi ti addormenti, e le dita tracciano un percorso dalle parti del sesso, vicino all’ombelico, come un dito sopra un foglio che non sa cosa scrivere. escono piccoli parti, cose trattenute dall’inconscio, ghirigori sulla pelle, ombre che prendono forma, fili che si annodano sopra il foglio e danno figure indecifrabili eppure così chiare. stendi le mani e le congiungi come una preghiera, e poi le immergi dentro, e allarghi allarghi fino a fare entrare ogni domanda e ogni speranza, e ricominci il movimento rotatorio. sono le 23 45, e le lancette girano, e piano piano sale anche il tuo orgasmo, lento, trattenuto come fosse l’ultimo. di fianco a te, non lontano, una corda. sono le corde che si usano per fare i regali, spaghi spessi per regali corposi. in casa non ci sono regali. il telefono, staccato. la finestra chiusa, le tapparelle abbassate. sembra che della festa non t’importi niente.

    eppure un angelo o un diavolo non possono spostare il libero arbitrio, e anche se fosse, non è questa la mia missione. e poi io sono un povero diavolo, e rischio tutto in questi dieci minuti. sei tu che mi devi aiutare: avanti, continua a muovere le mani, ecco, piano, non accelerare. meno tre minuti a mezzanotte, i tuoi occhi si dilatano, il sudore ti sale. meno due minuti, il sesso è sempre più gonfio, intorno non senti più niente, e la tua voce sale, sempre più in alto, mi devo aggrappare a quella voce. meno un minuto, stai per esplodere, ti devo trattenere, ecco, meno trenta meno venti meno cinque quattro, tre. due. uno.

ce l’ho fatta. ho eseguito il mio compito, e con successo. esco dalla stanza e volo in strada, percorro tutta la città e poi un altra città, cambio continente, tutta la gente ha la stessa espressione di lei, tutti stanno godendo. esplodono i tappi, i botti, le bottiglie, tutti vengono, simultaneamente. adulti e bambini, vecchi sul letto di morte, giovani senza lavoro, donne che partoriscono, dirigenti d’azienda, maestre elementari, coleotteri, lepri, tigri, api, cedri, mandorli, tutti godono nello stesso unico momento: l’orgasmo collettivo per tutto il mondo, l’evento più spettacolare e spaventoso mai verificatosi sulla terra, tutto si ferma, il tempo, lo spazio non esistono più, non esistono le scadenze e non c’è più niente da festeggiare, non esiste il ricordo o il futuro, solo questo attimo di orgasmo totale. un silenzio mai sceso sulla terra si è posato. è il momento che segue l’orgasmo, liberatorio, o pieno d’angoscia, a seconda di chi lo vive, il cuore veloce, gli altri organi lenti, piccoli movimenti dei muscoli secondari, il respiro in bocca, gli occhi sbarrati che non sai se è notte o giorno. tutta la terra gode, tutta la terra piange, dopo l’orgasmo. sale in gola una nostalgia, di qualche cosa, indefinita, poi ognuno riprende dal punto di prima, ma non sa più dove si trova, e cammina un po’ più lento, e sente tutto con maggiore precisione e più confusione, stai sognando o ti stanno sognando? tutto riprende il ritmo di prima, ma non è più il ritmo di prima. qualcosa nell’ingranaggio non tiene, un dirigente si licenzia, una madre perdona il figlio, un leone si spaventa della propria ombra, tu prendi il telefono e la chiami, e il pavimento della stanza è sabbia, tutta polvere, tutta acqua che scorre.

    io riscendo nel mio inferno quotidiano, ma non è più lo stesso, perché sono stato dio per un giorno, e tu il mio sovrano.

*seconda prova del reality blog 7angelie7diavoli.splinder.com

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7 risposte a “

  1. Paradiso made in Diavolo..
    La scena è anche un mio sogno ricorrente!
    Gran classe..
    MuxD : )

  2. letto a valutato!

  3. valutato!

  4. letto e valutato

  5. letta e valutata 🙂

  6. letto e valutato 🙂

  7. esaminata

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