storia di John Nemus (terza puntata)

 

una cosa che Emi adora fare sono le collezioni. conserva di tutto, dai barattoli delle spezie ai contenitori di metallo per il tè, fino forse ai fiocchi di neve. lo evinco dal fatto che non butta mai via niente, e il balcone è stipato di arnesi ventagli ruote di bicicletta raggi, arpe, telefoni a rotella, viti, bottoni. inoltre una volta la sua porta era aperta, e ho visto un’intera parete di cocci di bottiglia. erano di tutti i colori, una sorta di arcobaleno permanente, come se in casa sua ci fosse stato sempre un temporale.

anche adesso che sono uscito dal mio appartamento, dopo aver sentito i tuoi passi, e vado dritto al tuo, e non ti lascio vie di fuga, si intravede quella parete. adesso non ci sono i cocci di bottiglia, ma lattine di ogni marca contenuto colore che arrivano su fino al soffitto, e forse anche il soffitto stesso è decorato di alluminio, e al minimo vento una lattina sfiora l’altra, e si producono notturne melodie, quelle che mi cullano quando mi addormento e penso a te, Emi. ma il mio cuore non è di latta.

non posso nascondere la mia sorpresa quando ti volti verso di me, sulla soglia di casa tua, e in silenzio mi fai cenno di entrare. passo la soglia, e subito richiudi la porta alle mie spalle, e ti allontani lungo il pianerottolo, lasciandomi nella penombra in una casa quasi sconosciuta, ma il profumo non lo posso dimenticare.


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