a piedi

 

 

“i centri commerciali sono tutti uguali”. “ e anche gli uomini”, aggiungi, vestita di nero, le scarpe viola, il rossetto blu, l’ombretto chiaro, sul rosa, la gonna lunga, le unghie corte, il fiato ancora più corto, le mani curate da non so quale malattia, i sogni bene stretti nel palmo chiuso, la camicetta aperta su più punti, come a non volerne sottolineare nessuno. “se per questo anche le donne”, rispondo, “due tette, un culo”, e te lo dico solo per farti imbestialire, ma tu sai schivare bene le provocazioni, così dai l’aria di non farci caso, ti aggiusti la pettinatura, la scollatura, l’imbottitura su quel seno già così presente, ma tu assente, già da un’altra parte, con qualcun altro nella mente. e allora mento anch’io, ti dico “è indifferente se resti o rimani. tanto qui è pieno di gente”, quando so già che anche reagendo così ti ho già perduta, ti ho perso dal primo giorno che ti ho incontrato, ti ho perso da quando sono nato, o prima ancora, quando qualcun altro perdeva lo stupore e insieme i petali e tutto il resto. “ma smettila. abbiamo solo una macchina. e tu hai le chiavi”. questa volta l’ho scampata, ma non so cosa succederà quando saremo a piedi.


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2 risposte a “

  1. concordo con muxu. perla ironica e poetica. bella bella bella e attuale-

    s.j.

  2. ..e questa è un’altra perla.
    Muxu, D. : )

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