Questione di culo

Esce fuori non puoi farci niente, contenerlo non ti serve, esce fuori comunque. Erompe, come l’estate quando è ancora inverno, nei giorni del phon. Non ci puoi fare niente, non puoi nasconderlo in una soffitta e fare finta di niente. Viene fuori comunque.Sì, sto parlando proprio del tuo culo, se avevi ancora qualche dubbio. Il tuo portarlo con noncuranza, senza sculettare, senza evidenziare, ti fa onore: ce l’hai, e te lo tieni, eppure: è un’arma ancora più letale, che se lo dimenassi sarei subito stanco, sfatto, stancato. Invece, il tuo stillicidio, il fatto che non hai la vita molto bassa e non si veda niente se non una linea possibile, una trama sottile, un’eventuale racconto che si dirige dalla linea e si estende fino alle chiappe, questo no, è un affronto impossibile da superare, e mi compiaccio che tu resti impunita, perché non è un reato avere il culo che hai: è solo che non so neppure io che cosa mi succeda. Lo do quasi per scontato, il tuo culo, come le sette meraviglie, come se fosse sempre esistito: se penso che potrebbe esplodere da un momento all’altro, per via di qualche attentato terroristico mascherato dalla guerra al mio terrore, ecco sì, potrei farlo saltare in aria, almeno forse avrei un po’ di pace. Invece, no, il terrorismo non porta che altra guerra, è meglio che mi decida a chiedere il tuo numero, e forse un giorno avrò la lettera giusta per cominciare a incrociare le parole della tua enigmistica, spazi bianchi e spazi neri sopra il tuo culo, un cruciverba infinito, e fino a che non l’ho finito mi sa che il culo non me lo dai, e non mi dice neanche il tuo nome, possibile che ce l’abbia solo tu questo culo, e non esista neanche una replica, che so, un culo-sosia più accessibile? non sarebbe il tuo culo, però, quel culo che mi ha distratto, talmente tanto che nemmeno so che faccia hai, o l’ho dimenticata, la tua faccia da culo, perché con un culo così non si può che avere una faccia da culo, intonata al culo, e difatti la tua faccia, ora che la vedo, fa pendant con il culo e così la tua voce, che ha il rumore di una scorreggia perfetta, inodore, ma così romantica, spontanea, che quando mi parli è come andare in bagno dopo una settimana, che liberazione! Per cui puoi sentirti onorata se proprio adesso che te ne vai e ti porti via il tuo culo io ti mando a cagare.


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Una risposta a “

  1. GRADIOSO! UN POST GENIALE! Davvero con tutta la sponttaneità che possiedo!

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