Premio Streghe 2008

Lo sciacquone è un dispositivo atto a scaricare violentemente un decina di litri di acqua nel WC per trascinare via i materiali solidi e liquidi che vi siano stati depositati.” (da Wikipedia)

 

 

Ieri sera è stato assegnato il Premio Streghe 2008. Complimenti agli scrittori fantasma, che con il loro lavoro all’ombra hanno fatto vincere l’ennesimo capolavoro di plastica. L’autore del libro, al giorno d’oggi, ricorda sempre più il magnate di un’industria che si prende i meriti, lasciando agli operai invisibili il compito di riparare agli errori grammaticali, strutturali, narrativi, cadendo dalle impalcature che si nascondono a ogni angolo, a ogni piega del libro in costruzione. Onore al merito dei caduti sul lavoro, che per pochi o molti danari si presteranno al gioco dell’abusivismo letterario, permettendo la costruzione di ecomostri come IO MI MASTURBO, o altri bestseller pubblicati dalle solite case pontificie come Pompini & Bagordi o Montatori Editore.

E’ tutta invidia la mia, lo so: vorrei tanto essere intervistato da Gigi Masturbo, stringere la mano a qualche senatore spaesato che credeva di essere al premio Sfiga (era cento metri più in là), e mettere l’abito da sega, che mi piace tanto, vestito di scuro mentre schizzo sulla platea e piscio sul tabellone dei voti, e il gesso si cancella, e dietro la lavagna c’è il bambino in punizione, perché ha mangiato e poi cagato la copertina dell’ultimo libro di Prugno Pesca, e dietro il bambino s’intravede un cesso pubblico, latrina democristiana demoscopica demenziale, tiriamo l’acqua dello sciacquone e ricominciamo a dire qualcosa che non sia Tormentone, Grande Prova, Telespettatore.

            Ieri sera è stato anche assegnato il premio Chissenefrega 2008: è stato vinto dal lettore più anacronistico che ci sia. Si ostinava a leggere un libro di Samuel Beckett, in apparenza privo di senso, alla fermata del tram, rischiando di contagiare i poveri passanti (le parole difficili, si sa, s’attaccano come sanguisughe e non ti mollano più fino a che non le ammazzi col dizionario). Ora si gode il meritato premio nel Carcere di massima sicurezza situato nei pressi di Ignoranza, e resterà dentro fino a che non avrà dato prova di essersi pentito, e non dirà più quelle brutte parole e non leggerà più quegli autori tristi e cattivi. Piuttosto, che vada a dare una mano con le impronte digitali, che quelli ci stanno invadendo! Ah, non erano carri armati? Erano solo roulotte? E io che le confondo con la roulette, mi gioco al tavolo quattro pistole, e se sparano amen, tanto le pistole sparano a salve, come nei libri di Giorgio Caghetti, e se poi m’arriva l’immigrato colto come faccio a dire che ruba se ha un lavoro meglio del mio? Semplice, lo farò partecipare al premio Streghe del prossimo anno. Pare che alcuni scrittori vengano ingoiati da presentatori malvagi e privi di sogni. Viva il premio Streghe, viva la Dittatura! E che vinca il migliore…

 

 
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2 risposte a “

  1. aranciacaramellata

    evviva la lucidità del bene.
    L

  2. ahahhah più o meno l’ho pensata pure io così

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