La voce del corpo

Sei cresciuta con la rapidità

di una falena. E pensare che

il mondo è rimasto uguale,

o alla peggio la fisionomia

ha assunto il tratto dell’immobile,

e quando poi si è fatto sera

il tuo seno

era talmente esploso che

io non ero più il tuo corpo:

mi hai lasciato in un angolo

con bambole e palloni

mostrando i primi peli allo specchio,

e uscendo ti sei messa il primo rossetto

per il primo appuntamento

mentre io rimanevo a casa con mamma

a guardare programmi osceni di mamme che

urlavano lezioni di danza alle figlie.

Ho spento il televisore

portando mamma a letto

– papà già dormiva sul divano –

ho atteso che rientrassi a mezzanotte

e mentre ti chiudevi dietro

la porta della camera

mi sono lanciato dalla finestra del bagno

 


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