Di getto, nel letto

Mi manchi, anche se sei qui. Se potessimo almeno sommare tutte le vite che abbiamo vissuto insieme, giorno dopo giorno, ogni stagione casa pranzo passati, e apparecchiarli tutti qui, su questa tavola dove mangiamo adesso, e invece no: ci tocca vivere un profumo per volta, una carezza soltanto, e tutto il resto di noi, dov’è che è andato? Rimarrà qualche traccia da qualche parte al di là della nostra testa? E’ che vorrei vivere tutto insieme, perché quei luoghi e quei tempi mi mancano, perché significa che noi non siamo qui, e che la maggior parte di me, di te, si è consumata, e ora mi tocca bere questo caffè, ma che ne è stato di quella mia battuta, e tu che avevi riso, ti ricordi, avevi quel vestito, e poi si è consumato e l’hai buttato, e certo non posso dire che ti ami come il primo giorno, ma non perché ti ami di meno, ma perché oggi non è il primo giorno, per cui io ti amo come il millesimo giorno, e posso amarti solo come oggi, e tu puoi amarmi solo come oggi, mentre bevi in questa tazza, l’altra si è rotta, e poi si romperà anche questa, e anche questa mia battuta a cui tu stai ridendo, in questo momento, sciacquata nel lavandino, messa a scolo, evaporata. E adesso che poi ci mettiamo a letto, in quale letto siamo? E quella casa vecchia che abbiamo lasciato, le pareti sentono per caso il nostro odore, le pareti sanno ancora del nostro odore? Possibile che anche l’ultima nostra cellula morta sia stata spazzata, volata via per la finestra, storicizzata? Abbracciami bene, perché non posso pensare che domani noi saremo andati, e al nostro posto si potrà svegliare qualcun altro, che sarà chi avrà fatto adesso l’amore, e si ricorderà di questo che entra dentro adesso, ma noi no, io e te siamo quelli che non l’hanno ancora fatto, che non si sono detti quel che ci diremo e non ci diremo adesso, quindi forse, se non ci diremo niente, se non faremo niente, ci risveglieremo ancora uguali e ci ameremo uguali domattina, in questo letto? Sento che la soluzione non è vicina, ma nemmeno troppo lontana da questo, restare zitti, non fare niente che possa trasformarci, l’amore l’amplesso dovrebbe essere un tempo altro, per cui al risveglio, se non avremo fatto altro che l’amore, forse potremo svegliarci ancora, amarci almeno due giorni allo stesso modo, non progredire, né regredire, essere allo stesso punto identico di prima e dopo, fissare questa regola, come regola di vita, mangiare sempre la stessa cosa, dire sempre la stessa parola, sorriderti sempre come adesso, entrarci dentro senza aspettarci altro, venire, addormentarsi all’istante, e risvegliarci come estranei prediletti, senza che ci possa succedere niente.

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scritto adesso, di getto, senza leggere indietro o avanti, per una volta, nemmeno una virgola

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Una risposta a “Di getto, nel letto

  1. Pingback: Vi presento un blog…di poesia | thesunmother

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