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Mi hai mostrato la casa

dov’è nato lo scrittore,

muri bianchi edere seccate.

Mi hai mostrato la stanza

dov’è morto l’artista,

parete gialla soffitti aperti d’estate.

Ti ho spinto sul lavandino

ho aperto l’acqua per sciacquare

le parole

e infilato il tappo

ho guardato l’ombra

del tuo dito galleggiare:

mi mostravi

quel punto tra le labbra

in mezzo ai denti

dove nasce il linguaggo

e non c’è ancora rumore.

 

(dic 2012)

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