* * *

* * *

 

 

Sei al di là di ogni percorso

e ogni riparazione.

Là dove io non ti conosco

più mi addentro, e più finisco

in strade che non hanno posto,

strade mobili sopra automobili ferme,

rimango al volante a motore spento

mentre la strada corre, e il pensiero

si fa piccolo, lo chiudo nel cruscotto

come le pistole dei film

negli anni sessanta,

quando sono nato era inverno

quando sono stato concepito era di marzo

quando ti ho immaginato non era

ancora nato il mondo.

Sei al di là di ogni discorso

e ogni immaginazione.

Sei qui e altrove

non hai neppure un’ora di vita

devi ancora nascere

sei prima del tempo

prima di ogni sentimento

sei il rumore dei tasti che premono

sulla memoria della mia pelle,

la metafora che non trovo

così che tu riduci tutto

soltanto a un’approssimazione

che non è mai te

né mai ti corrisponde.

Sei al di là di ogni linguaggio

e di ogni correzione.

 

 

(dic ’12/gennaio ’13)

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