DISCORSIVO

DISCORSIVO

 

sul fazzoletto bianco c’è una traccia accennata

del tuo rossetto, ed è il ricordo della parola e della saliva

la mappa stellare di dove sei e dove sono

sopra il tuo collo c’è il segno dei miei denti, avessi inciso di più

avrei interrotto la comunicazione tra te e l’ossigeno

inserendomi come una molecola estranea e familiare

come un discorso selvatico e colloquiale

sul fazzoletto bianco il rossetto che contiene la tua bocca, ad annusarlo

sento l’odore di pastello che usavo

per disegnare case alberi cani

sui fogli dell’asilo nido

e fare l’amore con te è prendere la macchina del tempo

passare venti cent’anni nel tempo di un orgasmo

nascere crescere giocare coi lego

cercando di incastrare tempi e spazi propri tempi e spazi altrui

avrei pensato che dopo il distacco avrebbe avuto senso solo la morte,

invece

era ancora più bello aspettare

che la vita si aggrappasse più stretta alle mie spalle

 

 

nov/dic 2013

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