LA VETRERIA

LA VETRERIA

 

ieri sera sono stato a cinquanta metri da te

e mi è dispiaciuto non vedere il tuo

passo avvicinarsi e la riga del culo

delimitarsi come un campo arato a metà,

e quando ti ho visto di schiena non eri tu

ma la sorella che non hai mai avuto

ho provato a salutarla ma non mi ha riconosciuto

ho provato a baciarla ma non mi ha risposto

mi sono allontanato con i vetri nel petto

dovuti all’esplosione del bicchiere di birra

tua sorella ha un gran brutto carattere

e camminare sopra questo pavimento

di vetro e paglia non aiuta a guadagnare

l’uscita, l’ideale sarebbe volare

tenersi appesi ai lampadari del bancone

tuffarsi dentro un cocktail come il gabbiano

sul pesce che affiora, afferrare col becco

il ramo di menta

deporlo a un tavolo vuoto, evaporare

 

sett/dic 2013

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