romanzo breve

romanzo breve

 

 

Certe volte ho mangiato l’amore con un senso-bradipo di fame, attaccando nel sonno, resistendo con le unghie alle paure. Certe volte ho marciato fino a stancare le gambe a spezzarle come grano maturo al passaggio nei campi, mi sono lasciato cadere sul grano secco tagliato, gli spuntoni erano i tanti capelli della terra. Dormivo sulla testa della terra insieme a te. Non c’erano alberi o discorsi ramificati, soltanto il campo nudo e noi distesi, qualche nuvola inoffensiva appesa come un quadro a colmare l’horror vacui. Noi eravamo pieni, a forza di imboccarci d’uva. In bocca germogliava già un’idea di vino. Il paese era lontano. Un cane abbaiava in vicinanza, e già sentivi che ti poteva leccare il muso. La noia non esisteva nemmeno in parola. Era così bello da fare paura. Il sole alto a picco su di noi, sorridevamo, ed era l’unica difesa e l’unico riparo.

 

 

dic2013/gen2014

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