Non è un poema per tutti

Non è un poema per tutti

 

Un giorno di maggio mi hai detto

“io ho il sorriso mobile”

e all’inizio non capivo, poi

ho visto i tuoi denti spostarsi nella notte

come certe danze in quei locali viola

e per questo ogni volta

sorridevi in modo nuovo,

io spostavo il sesso

ogni giorno in un’altra stanza,

a volte rivolto al cielo

a volte che pregava verso terra.

Lavorare era monotono, e staccarsi

da te al mattino

ogni giorno più difficile

e rientrare dentro te la sera

era l’unica cosa che avevamo in testa

da quando iniziavamo a mangiare

e la cena si fermava a metà:

ai moschini lasciavamo gli avanzi

perché era troppo grande la voglia di amarci

e così piccolo il tempo

prima che la vita ritornasse a divorarci.

 

(mag 2012 / gen 2014)

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