La legge del vino (racconto in forma di versi)

La legge del vino

(racconto in forma di versi)

 

  

Nel regno dei fortissimi sbalzi

ho passeggiato per uno stagno verde come occhi

ho dormito nel giardino disegnato

dall’architetto bianco dove l’ombra tagliava

lo sguardo a metà,

e il contrasto non era tra luce e ombra

ma tra visibile e non visibile, così

non sapendo in che lato stazionassi

ti venivo a cercare come un cieco con le mani

in aria, come un muto senza poter chiamare

il tuo nome perché l’avevo dimenticato

l’istante che ti avevo dato il mio nome. Poi

nella democrazia paritaria

dei giardini pubblici

abbiamo camminato fianco a fianco

fino a perdere anche il cognome.

Ho maturato trent’anni di servizio nella Marina

sentimentale

per approdare a terra sopra una vigna che ha

il colore del corallo, i filari

oscillavano avanti e indietro

come la bocca del drago a una festa.

Ho consumato litri di vino in testa

rimasto astemio nello stomaco

per essere più lucido alla vendemmia, tu

bevevi rosso da un biberon

danzando sull’ultimo terrazzamento: ti

guardavo dalla base del colle, avevi

la grandezza di un passero e non potevo

sapere se ridessi o avessi il muso

oscurato dal passaggio di un calabrone.

Sei scesa fino a valle con in mano un foglio,

e in bocca un’etimologia: si sarebbe detto

che avessi sulle labbra il segreto di ogni parola

e quel viola dell’uva confermava la legge del vino:

“Non fidarti di chi non beve”.

Hai piantato una rosa all’inizio del filare:

“In caso arrivi la malattia”. Siamo tornati a casa che

albeggiava. I primi galli iniziavano a cantare

mentre affondavamo nelle coperte, avremmo presto

cominciato a sudare. Anche la stanza ribolliva

di mosto. Un prete bussava alla porta e raccontava

del suo antenato che inventò lo champagne.

Brindavamo nudi col ministro ai piedi del letto. Benedetta

la stanza con un gesto secco

della mano (o a scacciare

una mosca), è scomparso

senza che la porta facesse rumore. Noi

iniziavamo a risalire alle nostre etimologie,

a quale fosse la radice comune, e dove la separazione,

germanica, latina, zinfandel, sauvignon.

 

 

marzo 2014

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