SINESTESIE

 

SINESTESIE

 

I capezzoli negli occhi,

succhiarli con gli occhi, sentirne

con la bocca il colore che tende all’acido,

e poi al fruttato, ascoltare oltre la pelle

le coltivazioni, le influenze del terroir

che ti hanno nutrito fino a dare

questo odore che mi trapassa, così anch’io

fermento, e il mio odore non è più

lo stesso da quando ci beviamo spesso

distillando discorsi tra le vigne,

e ogni storia decanta nel bicchiere graffiato

sul porticato della vecchia osteria di collina,

con le tovaglie di carta, i fermagli agli angoli,

perché resistano al vento.

 

 

 

maggio 2014

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