Metro nottE

Metro nottE

 

 

 

Ho visto una ragazza sulle scale mobili di spalle

– io salivo, lei scendeva –

ma non potevi essere tu

perché portava la postura in avanti,

e una gonna troppo corta per te.

Ho risalito la corrente fluviale

nuotando tra la folla spenta

illuminata dalle scritte al neon,

ho portato l’attenzione alle mie spalle, trattenevo

il peso insostenibile di una farfalla

macedone: aveva gli occhi viola, e le ali di rame,

come quegli orecchini esposti sulle bancarelle

nei giorni festivi quando non ti leveresti mai

dal letto e guarderesti tutto il tempo la farfalla

spostarsi da una spalla all’altra e poi al soffitto

fino a perdersi in una crepa gialla,

immaginando i costi di una ristrutturazione.

 

 

luglio 2014

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