L’ignoranza

L’ignoranza

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Amore mio cauto, ancora sotto

le coperte sul bordo, a precauzione

d’incontrarmi al centro del bosco, o lungo il cammino

verso la colazione in cucina,

Amore mio in bocca, nella bocca

dell’autoradio, non posso che

seguirti in suono e cantare mentre conduco il veicolo

dei miei piedi e delle mie mani

con i raggi controluce che mi battono in testa passando dalle sbarre

meridiane, fanno una linea verderame

fino alla porta di casa, tu che mi dici

“Non siamo mai felici di essere felici”

e io adesso ti dimostrerò il contrario

col teorema di Pittagora,

raggio per circonferenza dà la misura

della grandezza dei tuoi sentimenti su tela,

mentre partiamo con una bici-macedonia

di ingranaggi desiderati,

Amore mio crauto amore inacidito

dopo lungo tempo di fermentazione

pronto alla digestione all’evacuazione

e ancora a nuovi pasti,

Amore non mio, amore franco,

avrei voluto toccarti quel neo una volta di più

se quel giorno non avessimo letto

il Törless o Dostoevskij

sarebbero state almeno dieci venti ore di baci

e illuminazioni e sarebbe stata la volta che

ci saremmo davvero penetrati

e con questo dovrei chiedere il rimborso agli eredi

russi o a quella lontana cugina dello scrittore

di cui forse se ignorasse la letteratura

mi potrei anche innamorare.

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2-3nov2014

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Una risposta a “L’ignoranza

  1. Magnifico.
    Che grande ricchezza.
    E che malinconia.

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