LA DANSE

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LA DANSE

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“Dai tempo al tempo”, mi dicevano,

“Dai spazio allo spazio”, rispondevo

aggrappato a un albero a foglie

larghe, impigliato alle mie

caviglie, a una deviazione

della tua ascella, la mia scapola

immersa nel tuo inguine, il guanto

della notte che ci preservava

dall’idea del futuro. Una balera

poco lontana danzava un’aria

calda e gelida, a seconda delle correnti,

non mi hai preso la mano e mi hai portato

in braccio e ti ho portato in spalle

volando fino ai ballerini in tre quarti, le ballerine

aspettando la chiamata sedevano in disparte,

siamo saliti in pista senza invitarci senza che

qualcosa o qualcuno ci invitasse.

Sul pavimento scrivevamo con i passi

un testo di Artaud inventato a memoria,

la storia si compie solo in controtempo,

c’era aria di allegria e spavento,

si cadeva a terra e ci si alzava subito in piedi.

Non c’era modo di spegnersi se non morendo.

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gennaio’15

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2 risposte a “LA DANSE

  1. beh, grazie.
    è bello sapere che qualcuno mi legge alle sei di mattina. per me è l’alba dell’alba 🙂

  2. oh che bello!
    Di prima mattina…
    (la chiusa magnifica!)

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