Muovendosi nel sonno

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Muovendosi nel sonno

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Così, se andassimo a letto

alla stessa identica ora

potremmo disegnare

gli stessi gesti e pensieri

anche a distanza di continenti

scambiarci amplessi mimati per aria

penetrando fiocchi di polvere

che a seconda delle correnti,

ascensionali, discensionali,

salgono al soffitto o vengono giù sopra la nostra pelle.

E venirci a raccontare Te la ricordi Giselle,

quella vecchia compagna di scuola

che non veniva mai a lezione e si fermava sempre

a fare l’amore nei campi intorno alla zona

industriale, non capivamo

quella fretta di amarsi, ma se

la gatta frettolosa fece i gattini sterili

chi dorme non piglia tinche,

e il soffitto si tinge di occhi famelici

e persiane arrotolate s’aprono e chiudono

sbattendo sopra le palpebre. Palparti

è l’unico elemento reale che non mi dice

che sto sognando, e sei davvero qui,

non vai più via

come le filastrocche imparate da piccoli

come gli animali che non migrano

ti faccio spazio tra me e me al centro del letto

accanto ai crateri formati

col peso del corpo nel sonno.

____________

mezzo d’aprile 2015

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