MICRONAUTI

Argonauta argo (2)

micronau

MICRONAUTI

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“E quest’oggi che hai fatto?”

“Ho lavato dei fiori finti per il camposanto

e cucinato dei crauti di Castelceriolo”.

Mi ricordo che da piccoli ci portavate,

me e mio fratello,

giocavamo in una ghiaia densa,

accanto al cinematografo

nascosto da una siepe e un filo spinato:

non vedevamo le storie ma sentivamo le voci,

così interpretavamo i personaggi

muovendo le nostre mani che azionavano

gli arti dei micronauti. Ogni tanto un braccio

dell’omino perdeva contatto

con la calamita e lo trovavi

attaccato al posto della testa di un compagno.

Imparavamo una grammatica dell’anatomia

smontabile e ricomponibile.

Quando sono tornato

e avevo già la barba e la voce grave,

il cinema l’avevano chiuso.

Gli argonauti con la loro navicella

in miniatura aspettavano nel camposanto

a motore acceso, vicino la cappella di una famiglia

altolocata. In basso, le mie scarpe magnetiche perdevano

contatto con il piede. Ho rifiutato

l’invito per lo spazio

e proseguito scalzo fino alla sala chiusa

del cinema all’aperto, mentre la navicella

ripartiva mettendo propulsioni

come la bocca che aspiri un acino

lasciando fuori la buccia e i semi.

____________

5-6nov’15

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