i Fragili (vol.1.)

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i Fragili (vol.1.)
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E poi ci sono i Fragili
da spostare, per ultimi, con mille attenzioni,
non più di un calice alla volta
in alto i nostri cuori, sono rivolti
al signore degli sgomberi,
cantina umida pelle asciutta,
non hai versato alcuna bolletta
non hai spedito alcuna lacrima
per posta prioritaria, soltanto la copia
dell’atto di vendita
a quel lontano parente di Macomer.

Qui nel tuo nuovo Arrondissement
c’è ancora la chiesa con il cinema porno
di fronte, sull’altro lato della strada.
“Ho paura ad attraversare”.
“Ma tu hai paura anche di vivere”.
Ti aveva detto, prima di sparire
poco dopo il suo arrivo.
I vecchi che ne sanno, attendono la pioggia
perché spazi via la polvere e conservi
il raccolto per il prossimo anno. I giovani
non esistono se non
sotto forma di vino novello
ma il giovane Beaujolais non cresce sugli alberi,
e sono i vecchi a pensare alle viti e alle radici,
e gli angeli non conoscono le strisce pedonali
perché possono volare.
Al parco giochi notturno
le code dei bambini sono rimaste impigliate
sopra i cancelli appuntiti durante
la più grande evasione lucertolare
dai tempi del Mesozoico.

Non è proprio sete
se cerchi in corridoio una fontanella gassata.
La casa ormai svuotata,
ti appresti all’ultima trionfale scalinata
prima di consegnare le chiavi
alla custode calva,
ti aspetto davanti al Bazaar degli scrittori
senza ispirazione
all’angolo con via degli Stampatori
a getto d’inchiostro,
gli attori sono tutti andati via.
Non resta che il mio gatto,
recita un testo di Beckett
meno assurdo del solito
per un’audizione all’Huchette.
Andrà benissimo, basta non emozionarsi
troppo né troppo poco: il cuore a volte
è generoso, ma occorre coprirsi se
è in agguato il vento del Nord.
E ora che la casa per un po’ sarà disabitata
resterà l’eco dei Fragili? Quegli eroi a metà
tra esistenza e immaginazione, che tu sai
di averli visti ma non sai dire dove,
se in bagno sopra lo specchio, o in cucina
dentro la lampadina a risparmio
energetico, oppure sul vetro della porta
nell’androne condominiale, l’alone
del fiato, tutte le risposte che non ti ho dato,
le obbedienze a cui non abbiamo sottostato, il reato
dell’assonanza prolungata, e non lo so
cosa dica il mercato a proposito dei nostri flussi
emozionali, ma è bene che tu sappia
che non spariranno.

____________
16-17dic2015

(a molti, ma specialmente al mio gatto)

photo Veronica Mecchia.​ all rights reserved:
https://www.lensculture.com/veronica-mecchia

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Una risposta a “i Fragili (vol.1.)

  1. ero sicura avessi un gatto.

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