Portami alla mostra di Mucha per danzare.

Alphonse Mucha - Le quattro arti - la danza e la poesia copia
Portami alla mostra di Mucha per danzare.
(Studio n.2. Le influenze umane e letterarie)
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Tu spiegami perché
non possiamo cantare o danzare
per strada o nel museo
senza un’autorizzazione comunale
e ogni gesto ogni voce
debba avere un senso e una programmazione
in un qualche festival della parola o dell’amore.
C’era un tempo in cui bruciavano
la gente per un’idea,
e anche adesso se ci pensi è lo stesso
a seconda della longitudine e latitudine.
Amo la Svezia, e le sue case calde
di solo legno e il resto immaginazione,
i tuoi occhi così nordici,
socialdemocratici,
che però non dividi con nessuno eccetto me,
perché anche la democrazia e il socialismo
hanno i loro limiti.
Il mio sguardo gian-
lucano tra il castagno e la cenere,
e una lieve
reciproca miopia che ci impedisce
di mettere troppo a fuoco la situazione.
Portami alla mostra di Mucha per danzare.
Che gli altri, se desiderano, si fermino a guardare
la maestria del pittore.
Non faremo la fila e quando scenderà la sera
pre-nottando in gran segreto
entreremo strisciando tra le colonne di palazzo
irreale per gli altri la situazione
ma non per noi, se crediamo al presunto
naturalismo dell’Art Nouveau che tale non è
e soffre come noi di immaginismo. Visiteremo
una mostra deserta, aperta solo per noi
e a ogni interpretazione.
E vorrei che continuassi ad amarmi e apprezzarmi
senza cadere nel tranello
dell’artista sofferente ma ironico
che ha letto un po’ di Carver e Bukowski
e che parla per frasi fatte
e che scrive per frasi dette
ma se scavi sotto il primo senso del testo
non trovi altro che testuggini
e testa sotto la sabbia e poco coraggio nel dire.
L’unico nutrimento da cui attingo senza pudore
sei tu, mia continua ispirazione
mio allontanamento prudente dagli sterotipi retorici,
dalle lusinghe del successo attraverso
il sillogismo e la rima facile,
da ogni sforzo di normalità
umana e letteraria
cui non vogliamo appartenere.
Ecco perché le ballerine a forma di papera
vinceranno sui tacchi a spillo
venendoci incontro in un passo-a-due
parodiando un verso di Artaud,
e la Senna, sì, entrerà in altri discorsi, ma non questo:
il Naviglio è la nostra vasca da bagno
privata, ripulita, depurata,
Milano non è più un nome
da pronunciare di nascosto,
o con maggiore vergogna o timidezza
di Parigi o Venezia, e all’inizio anche
la piramide del Louvre non fu molto compresa
mentre adesso è un esempio
di fusione tra linguaggi
che sembravano antitetici.
 
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18 19 20 21 dic 2015
(thanks a Lot-te for inspiration)
(illustraz. Alfons Mucha, La danza e la poesia, da “Le quattro arti”)
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