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I miei ricordi su Faceland

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I miei ricordi su Faceland
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Oggi ho controllato
i miei ricordi su Faceland
ma inspiegabilmente io non c’ero,
ho acceso un cero
nel tempio di Ayutthaya:
cavalcavo l’ombra
di un elefante verderame. Il peso
della terra era lieve,
affondavo ogni passo
in una sabbia mobile
di coriandoli e segatura,
antica usanza per la sepoltura
dei testi scritti e mai amati.
Dalla sabbia è riemerso
il mio primo portatile,
lo portavo a spasso
su rue Jean-LeClaire
allo Square des Épinettes.
Mangiavamo spinaci surgelati
in quell’anno, aspettando il ritorno,
sul tetto, dei rondoni e delle primule.
Masticavamo più lentamente
perché era domenica. Rallentavamo
ogni gesto, anche nel letto, l’amore
si svolgeva al rallentatore,
gli schiamazzi dei bambini
in cortile erano fulmini
e il campanello
alla porta perforava l’aria spessa,
ma nessuno si alzava per rispondere.
Dall’altra parte della porta, sul pianerottolo
qualcuno singhiozzava, ma
poteva anche trattarsi di risate, o anche solo
il legno unto delle scale che si lamentava.
Ci siamo risvegliati davvero che era mezzogiorno
dentro al Palais de Tokyo,
e subito messi in posa di fronte a una statua
per imitarla. C’era
qualcuno che pugnalava qualcun altro.
Abbiamo preso una crêpe, la sera, in place de Clichy.
Ci siamo separati per due concerti diversi,
uno sulla rive gauche, l’altro sulla droite.
Ci eravamo ripromessi di incontrarci a Chatelet.
Dopo una certa ora cominciavano a intravedersi
i lunghi baffi dei noctambus.
Qualche notturno vendeva
peonie fuori stagione. Ne ho comprate un mazzo.
Dalla Senna poco distante arrivava l’aria umida e fredda.
Ho tirato su il bavero, rimanendo in ascolto.

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fin août-1sept2018-milan

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Le notti di Chiang Mai

byGiallo
Le notti di Chiang Mai
 
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Qualcuno recita un rosario
– poco lontano, tra i fichi
d’India, respiri di storie
antiche e lasciate
andare, partite insieme
a pirati e playmobil –
La cantilena del rosario
mi addormenta e rassicura
al pari di un mantra,
le fedi non hanno colore
o differenza quando sono
più vicine alla magia e al cuore.
Mi ricordo i mariavergine di nonna,
a metà strada tra intercalare
e velata bestemmia, invocazione
al sindaco del Paese dell’Aldilà,
alla statua della Madonna sbeccata
da qualche piccolo cugino distratto
e per questo imprecato.
 
Qualcuno recita un rosario,
qualcun altro impreca
per un gol andato a male,
caduto a terra in area
marcito
nella terra di mezzo tra due campi
non raccolto da nessuno
nella terra molto arsa
terra di grano bruciato
sete di Meridione artico
di Oriente umido con il tifone,
tu lo sai bene,
le notti di Chiang Mai
hanno il profumo e la temperatura ideali
per innamorarsi.
 
 
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salentu19.20ago2018
words and photo by gianlucamoro

Almost perfect (quasi perfetto)

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Almost perfect
(quasi perfetto)
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Sarebbe bene, potendo,
non sprecare il pane
che ci viene dato.
Sarebbe bene, sapendo,
non sprecare la vita
dietro alle briociole.

I tuoi piatti, i tuoi discorsi,
le tue danze
mi ricordano che devo
vivere anche quando
tutto intorno tutto dentro
smette di vivere.
Dici che la forza
dovrebbe nascere da me:
ma cosa importa
da dove viene?
L’importante è che
(più presto che tardi)
l’ispirazione arrivi
e questo stelo umido sull’erba
che tocco
sia parte di me
come la collina del tuo cipiglio
quando si scioglie
sulla discesa delle spalle,
la prima canottiera
in attesa del prossimo meraviglioso
inverno, il bracere che
ci parlerà
dei prossimi viaggi in estate,
le case d’altri visitate,
il lusso, la misera, l’abbraccio, l’abbandono,
tutto
sarebbe bene, potendo,
ricordarlo, e tramandarlo
in questa o altre numerose
forme e possibilità di espressione.

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16.8.18
gianlucamoro on giantropomorfo blog

La circolazione dell’aria e dell’acqua (piccolo trattato vacanziero)

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La circolazione dell’aria e dell’acqua
(piccolo trattato vacanziero)
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Gli aspetti più vitali del discorso sono quelli legati all’immaginazione o all’incarnazione. Entrambi potenti, solo in apparenza proiettati in direzione opposta. Per sentire il mondo fisico, occorre una concentrazione che è un’astrazione da tutto ciò che distrae (pensieri inclusi). Per immaginare, non basta chiudere gli occhi: ci si con-centra verso un’immagine che prima o poi arriverà. Anche quando circola l’aria, non sai più da dove sia partita. Così, non sai più dire se è arrivata prima l’immaginazione o il tocco, il pensiero o l’esperienza. Tutto si fonde, e quando quel preciso corpo è in avvicinamento, sul lungomare di *, e le palme basse quasi ne sfiorano i talloni, o una spalla, non sai se tutto questo è il frutto di un desiderio appena nato o di un’immagine precedente, appresa; né il tuffo conseguente che compi prendendo la rincorsa e il suono che ne consegue, sai se è il seme di qualcosa che muterà in onda, e poi si farà viaggio, conoscenza, oppure sarà un’onda di quelle senza conseguenze, che si perdono nel calpesticcio dei bagnanti sul bagnasciuga, onda pigiata dai passi, vino annacquato e salato, buono per le stelle e i cavallucci di mare.
 
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14.8.18

Resoconto d’estate

Michel Pastoureau, Bestiaires du Moyen Âge, Editions du Seuil, Paris, 2011
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Resoconto d’estate
 
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Mesozoico dei risentimenti
che durano colline
e rabbie lunghe
meno di un bicchiere 
di rubino
 
quando chiedevi 
caramelle al posto di carezze 
provandole a vincere 
alle macchinette
 
dov’era tutto il resto
dov’era la pianura
il circolo del polline
la danza acre
?
 
sentirla
a chilometri di vicinanza
seguirla 
da segugi
da tartufi scovati
 
aspettavamo l’alba
senza pretese
senza pensare che arrivasse 
altro
se non un po’ di luce
a far chiarezza sui lineamenti 
di questa o quell’altra
persona conosciuta
la sera stessa al bar
del paese confinante
 
(e subito capire quanto 
sarebbe andata avanti,
una vita
un mese
un istante)
 
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milanododiciagostodumeiladiciotto
 
texture: gianlucamoro – giantropomorfo blog
photo in: Michel Pastoureau, “Bestiaires du Moyen Âge”, Editions du Seuil, Paris, 2011

Meteonimia (Haiku a modo mio)

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Meteonimia
(Haiku a modo mio)
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Cortile, biciclette
coricate, le voci
bianche dai ballatoi,
l’aria di prugne
gialle. Il temporale
spazzola via
dalle strade l’estate.
 
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Milano, 9 agosto2018

谷中 YANAKA (ritorno al tempo)

gialloTimeSegniZodiacYanaka
谷中
YANAKA
(ritorno al tempo)
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Tornando a casa è tutto
così comprensibile,
i palazzi le finestre
i corpi le posture.
 
Ho bisogno 
di non capire 
per vivere. 
 
E’ tempo di ripartire.
 
Per le strade di Yanaka
questi
ideogrammi 
umani
e
architettonici 
non mi rendono migliore
ma
dietro al tempio
camminando sulla sabbia
e tracciando linee come destini
tra disegno danza e scrittura
mi è concessa la grazia
di sentire l’esistenza e non pentirmene.
 
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7luglio2018 TokyoMetroH – 8 agosto2018 Milanhome
 
text and photo by gianlucamoro