Archivi categoria: shorts

L’attacco dei pesci

attaccopesci
___________________
L’attacco dei pesci
 
 
L’attacco dei pesci arrivò all’improvviso. In un attimo fui circondato. Erano pesci piccoli, all’apparenza innocua. Ma non se ne andavano. Si affollavano intorno ai piedi, in una frenesia simile a una danza tropicale. Ogni tanto qualcuno mi sfiorava, e subito scrollavo i piedi per la sorpresa, unendomi a mia volta a quella danza indesiderata con gesti scomposti, posseduto da uno spirito di disgusto ed eccitazione. Uscii dall’acqua con la testa che girava. Il cielo sopra di me premeva basso, potevo quasi prendere la luce spessa che mi veniva addosso, spostarla dove c’era più bisogno, una piantina là in fondo sempre all’ombra, una lucertola assiderata. Intorno, echi di voci di madri e padri che inseguivano bambini perduti. Riprese le forze, ero di nuovo in acqua, questa volta con maschera e boccaglio, ma dei pesci nessuna traccia.
 
 
_____________
spiaggia le felloniche (leuca). 24 ago 2018 / milano parco anfiteatro romano, 5 settembre 2018
Annunci

I miei ricordi su Faceland

1400320408-Square-des-e-pinettes-Kiosque

____________________________

I miei ricordi su Faceland
____________________________

Oggi ho controllato
i miei ricordi su Faceland
ma inspiegabilmente io non c’ero,
ho acceso un cero
nel tempio di Ayutthaya:
cavalcavo l’ombra
di un elefante verderame. Il peso
della terra era lieve,
affondavo ogni passo
in una sabbia mobile
di coriandoli e segatura,
antica usanza per la sepoltura
dei testi scritti e mai amati.
Dalla sabbia è riemerso
il mio primo portatile,
lo portavo a spasso
su rue Jean-LeClaire
allo Square des Épinettes.
Mangiavamo spinaci surgelati
in quell’anno, aspettando il ritorno,
sul tetto, dei rondoni e delle primule.
Masticavamo più lentamente
perché era domenica. Rallentavamo
ogni gesto, anche nel letto, l’amore
si svolgeva al rallentatore,
gli schiamazzi dei bambini
in cortile erano fulmini
e il campanello
alla porta perforava l’aria spessa,
ma nessuno si alzava per rispondere.
Dall’altra parte della porta, sul pianerottolo
qualcuno singhiozzava, ma
poteva anche trattarsi di risate, o anche solo
il legno unto delle scale che si lamentava.
Ci siamo risvegliati davvero che era mezzogiorno
dentro al Palais de Tokyo,
e subito messi in posa di fronte a una statua
per imitarla. C’era
qualcuno che pugnalava qualcun altro.
Abbiamo preso una crêpe, la sera, in place de Clichy.
Ci siamo separati per due concerti diversi,
uno sulla rive gauche, l’altro sulla droite.
Ci eravamo ripromessi di incontrarci a Chatelet.
Dopo una certa ora cominciavano a intravedersi
i lunghi baffi dei noctambus.
Qualche notturno vendeva
peonie fuori stagione. Ne ho comprate un mazzo.
Dalla Senna poco distante arrivava l’aria umida e fredda.
Ho tirato su il bavero, rimanendo in ascolto.

____________________
fin août-1sept2018-milan

La fiera di un pomeriggio di sole

Camille-Pissarro-La-fiera-in-un-pomeriggio-di-sole-Dieppe-1901.-Philadelphia-Museum-of-Art-Lascito-di-Lisa-Norris-Elkins-1950
____
La fiera di un pomeriggio di sole
_________________________________
 
 
Qui, le case sono ancora case, ma le persone, le persone no. Sono diventate altro, non ancora astrazioni, forse spettri di luce, macchie ordinate e con un filo logico, stese sulla tela con le dita, le unghie, perfino la lingua.
 
______________________________
 
“La fiera di un pomeriggio di sole, Dieppe”, di Camille Pissarro 1901, Milano, mostra a Palazzo Reale “Impressionismo e avanguardie. Capolavori dal Philadelphia Museum of art”

Le notti di Chiang Mai

byGiallo
Le notti di Chiang Mai
 
_______________________
 
Qualcuno recita un rosario
– poco lontano, tra i fichi
d’India, respiri di storie
antiche e lasciate
andare, partite insieme
a pirati e playmobil –
La cantilena del rosario
mi addormenta e rassicura
al pari di un mantra,
le fedi non hanno colore
o differenza quando sono
più vicine alla magia e al cuore.
Mi ricordo i mariavergine di nonna,
a metà strada tra intercalare
e velata bestemmia, invocazione
al sindaco del Paese dell’Aldilà,
alla statua della Madonna sbeccata
da qualche piccolo cugino distratto
e per questo imprecato.
 
Qualcuno recita un rosario,
qualcun altro impreca
per un gol andato a male,
caduto a terra in area
marcito
nella terra di mezzo tra due campi
non raccolto da nessuno
nella terra molto arsa
terra di grano bruciato
sete di Meridione artico
di Oriente umido con il tifone,
tu lo sai bene,
le notti di Chiang Mai
hanno il profumo e la temperatura ideali
per innamorarsi.
 
 
___________________
salentu19.20ago2018
words and photo by gianlucamoro

Divertissement

39504319_10218006803820420_1617673507615801344_n
Divertissement
_____________
 
La gente che esce in tuta
ma non fa mai sport;
quello che indossa la muta
in centro per passeggiare;
chi parla sempre
sui sentieri dei campi
le cime dei monti
la riva del mare
 
 
_____________
milano-salento,
16-19ago2018

Almost perfect (quasi perfetto)

kintsugi-piatto-blu (1)

____________

Almost perfect
(quasi perfetto)
_____________

Sarebbe bene, potendo,
non sprecare il pane
che ci viene dato.
Sarebbe bene, sapendo,
non sprecare la vita
dietro alle briociole.

I tuoi piatti, i tuoi discorsi,
le tue danze
mi ricordano che devo
vivere anche quando
tutto intorno tutto dentro
smette di vivere.
Dici che la forza
dovrebbe nascere da me:
ma cosa importa
da dove viene?
L’importante è che
(più presto che tardi)
l’ispirazione arrivi
e questo stelo umido sull’erba
che tocco
sia parte di me
come la collina del tuo cipiglio
quando si scioglie
sulla discesa delle spalle,
la prima canottiera
in attesa del prossimo meraviglioso
inverno, il bracere che
ci parlerà
dei prossimi viaggi in estate,
le case d’altri visitate,
il lusso, la misera, l’abbraccio, l’abbandono,
tutto
sarebbe bene, potendo,
ricordarlo, e tramandarlo
in questa o altre numerose
forme e possibilità di espressione.

______________
16.8.18
gianlucamoro on giantropomorfo blog

La circolazione dell’aria e dell’acqua (piccolo trattato vacanziero)

87808fd37badb21c20364a9b6d3257d7
________________________________
La circolazione dell’aria e dell’acqua
(piccolo trattato vacanziero)
_________________________________
 
Gli aspetti più vitali del discorso sono quelli legati all’immaginazione o all’incarnazione. Entrambi potenti, solo in apparenza proiettati in direzione opposta. Per sentire il mondo fisico, occorre una concentrazione che è un’astrazione da tutto ciò che distrae (pensieri inclusi). Per immaginare, non basta chiudere gli occhi: ci si con-centra verso un’immagine che prima o poi arriverà. Anche quando circola l’aria, non sai più da dove sia partita. Così, non sai più dire se è arrivata prima l’immaginazione o il tocco, il pensiero o l’esperienza. Tutto si fonde, e quando quel preciso corpo è in avvicinamento, sul lungomare di *, e le palme basse quasi ne sfiorano i talloni, o una spalla, non sai se tutto questo è il frutto di un desiderio appena nato o di un’immagine precedente, appresa; né il tuffo conseguente che compi prendendo la rincorsa e il suono che ne consegue, sai se è il seme di qualcosa che muterà in onda, e poi si farà viaggio, conoscenza, oppure sarà un’onda di quelle senza conseguenze, che si perdono nel calpesticcio dei bagnanti sul bagnasciuga, onda pigiata dai passi, vino annacquato e salato, buono per le stelle e i cavallucci di mare.
 
_________________
14.8.18