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Svelature

davies Raccontami
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Svelature
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Ero passato in quel rovo
nell’ora più incerta del giorno
per cercare me stesso o almeno
qualcosa tra le spine che non pungesse
e fosse dolce
come quando a cinque anni
raccoglievo le more
 
– l’Italia vinceva i mondiali di calcio
io bucavo palloni tra i rovi –
 
Mi era presente la situazione di scrivere
senza buttare la tradizione ma senza
esserne schiavo, e i muri
non facevano per me, la carta
era assai più fragile, e sottile
come un inchino giapponese.
Decisi che quello sarebbe stato
il mio Paese
dei racconti e delle scoperte. Lì
ritrovai l’amore e altre coperte
che ci avvolgessero
senza soffocarci. Passai al tu,
a chiamarti nelle notti cristalline
(per quanto in segreto da qui)
con il tuo soprannome
imperiale. Pare venisse da un ramo
di una dinastia austriaca mescolata
con le foglie di un tè
verde pregiato dell’Estremoriente.
 
Ti chiamavo come si chiama
qualcosa di non perduto ma che
non sai bene dov’è: a casa,
ma non sai dov’è, gli occhiali, un libro,
le chiavi, non sono al solito posto
ma da qualche parte
in casa saranno, con calma
quando sarà il momento
riappariranno.
 
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milan3ago17-25set17gialloTrain
 
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photo DS ZevisDavies Zambotti “_Raccontami_” allrightsreserved
 
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Fantasia di Chiang mai

chiang mai
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เชียงใหม่;
จินตนาการ
Fantasia di Chiang mai
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Sembrava un tempio,
un po’ più spoglio
del solito, e meno dorato,
ma comunque un luogo
d’isolamento,
quando sono entrato
per pregare
ho realizzato: era
un magazzino
di vernici e pollini,
ho pregato nel magazzino
di poemi e vertici,
meditando su ciò
che era avverabile
e ciò che era semplicemente desiderabile
perché diventassi una persona migliore
e meno legata al filo
dei commenti nella vita e nelle pubblicazioni
ho appeso la sentenza
a un filo di ferro che penzolava
come i rami presso i templi
e dato che l’effetto non era poi
così diverso
ho deciso che poteva andare bene
e poi ho pensato che
come profezia
non era poi affatto male
e del resto me l’ero poi predetto da solo
il futuro
per cui mi sono portato via il foglietto con la sentenza
ho camminato per ore
lungo ombre di strade
(strade che parevano l’ombra di se stesse)
e al primo passante che anche solo vagamente
somigliava a un magistrato
ho regalato un fiore di carta
bollata
con sopra il primo testo scritto nella mia vita
chiedendo che fosse clemente
per gli eventuali
errori di ortografia o eccessi verbali.
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trenopermailand,21lug17
photo and texture by giallomoro

Persone che potresti conoscere

vicolo monopoli
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Persone che potresti conoscere
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Quelle porte
così pazienti
quelle creature
così evidenti
che s’anfrattano nell’androne
prima che il vicolo si metta
in un canale, o nel porto,
e scompaiono
in un niente
com’erano arrivate,
e compare la noia,
o il terrore,
di non sapere più
dove guardare.
 
 
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primadecadedaprile’17-milan

La colazione del sabato (the breakfast theme, vol.2)

uovo
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La colazione del sabato
(the breakfast theme, vol.2)
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Lei riposa ancora,
io alzato
da una vita intera. Preparo
me alla colazione del sabato, quella lunga
interminata indeterminata frase
fatta di articolazioni stirate
uova all’occhio di drago
benedette o strapazzate
e gusci intatti come decorazione
mentre imminente (come sempre
in ogni stagione)
è il Natale. Preparo
versi da far stupire
anche un analfabeta che riuscirebbe
improvvisamente a leggere. Preparo
le valigie per la nostra vacanza
sulla Luna. Non è il caso che ci salutiamo
con gli amici, perché anche da lì
vi penseremo. Non dateci consigli perché
non li ascolteremo. C’è bisogno di schianti
nella vita, e l’eccesso di preparazione
impedisce la sorpresa e disvela la trama.
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Milano3-6dic16

Lo sbarco sulla Terra

apepolline

Lo sbarco sulla Terra

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È arrivato prima del tempo
prima di ogni immaginabile spazio
attraverso lo spostamento
del polline da Nord a Sud,
dalla testa lo sguardo basso verso i piedi
e prima l’addome addomesticato
pluripremiato ai concorsi per la migliore
respirazione dell’anno,
e non hai dato noie a nessuno
e tutti ti hanno annoiato
con i loro problemi di connessione
quando bastava spostarsi
da dentro verso il balcone.

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metanov’15

Qualcuno sulle spalle

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Qualcuno sulle spalle
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E non avevi mai portato
qualcuno sulle spalle
non costretto per necessità
in un sentiero di vetro con l’altro
svenuto,
ma piuttosto, senza un motivo,
sollevato un bambino, una cinciallegra,
un compagno di danze mattutine
all’altezza del collo?
E non avevi mai sognato
di entrare nelle avventure del libro,
gettarti nelle battaglie insieme ai lupi e alle piratesse
in cerca di tesori d’ostrica
trattenendo il respiro lungo i fondali?
Mi ricordo le volte che mio padre
mi teneva a cavalcioni sulle spalle,
la testa mezzo addormentata
abbracciata alla sua,
le palpebre serrate, indovinavo
nel numero di passi il cammino
fino alla porta di casa,
e il suo fiatone viola e verde:
“Fine della corsa, siamo arrivati”.
Non pensavo che potesse
fare fatica, che già allora esistesse
una forza di gravità.
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metànovembre’15

Le comete

C-2011L4-Panstarrs - March 15.2013  - R filter - Milani Posizione-Cielo-Lovejoy
LE COMETE
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Sono troppo vecchio per stare fuori
nei dehors la sera in inverno
a fumare a fumare
e troppo giovane per stare dentro
a parlare a parlare
sono troppo stanco per sedermi
e troppo energico per andare
a dormire
sono troppo innamorato
per aspettare
sono troppo in orario
per desiderare.
Arriverete puntuali alle Comete?
Dicono che ci sia
troppa gente al venerdì
e troppo poca il resto della settimana
(oggi che giorno è? Ottabato, Quartedì?)
V’invidio alcuni versi
– il fischio che si estende
fino alle estremità del quartiere –
e di altri dal profondo mi vergogno.
Chi fa le gare
ha perso in partenza, c’è spazio
e tempo per tutti in questo
locale intergalattico, servono latte
corretto, servono braccia forti ghiacciate
per resistere alla folla
all’inaugurazione, ma vi prometto
che verrò accompagnato,
no, non potete conoscere
la persona in questione,
non ve ne ho mai parlato, è una vita
che abitiamo insieme, e la riservatezza è il suo forte,
verrà, verrà, magari a fine serata, ma
ci presenteremo più splendidi che mai.
Teneteci una fetta di musica,
che abbiamo fame.
 
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11-13 nov’15