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Unghie

 

Le mie unghie crescono alla velocità delle piante, e quello che mangio è sufficiente, non so calcolare, ma almeno due centimetri al giorno, molto più degli altri, come usassi qualche fertilizzante, che so, la mia bocca forse, perché di solito le mani le tengo in bocca, per meditare, e allora forse medito troppo, e il motivo della crescita è il mio pensiero, quindi forse basterebbe rallentare il pensiero per evitare di tagliarle ogni giorno, e il giorno che smettessi di ragionare, quelle fermerebbero la crescita, e quando riprendessi a riflettere, quelle riprenderebbero il cammino, allora questo potrebbe essere un buon metodo per capire quanto ho pensato oggi, guardo le unghie rispetto a ieri, ecco, oggi ho pensato più di tre centimetri. Domani accorcerò le idee di quel che basta perché il polpastrello possa battere sulla tastiera almeno un attimo prima dell’unghia, e non ti debba graffiare la sera quando ti sfioro, perché ho pensato troppo.

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UNGHIAMANTI

l’unghia che è più forte del diamante ce l’hai tu, i tuoi graffi rimangono per settimane, anche dopo Paris, New York, Budapest, Borgio Verezzi. i miei capezzoli, dove hai inciso morsi e marmellata durano il tempo di una risata, però io sto ridendo da mesi. e quei segni rossi sulle spalle che mi hai fatto li ho portati come il marchio di Natale. non capisco cosa resti sul tuo corpo di me, quali motivi, quali note trattenute dopo tutto il mio suonare, ma non sei un violoncello. d’accordo. anche io ti preferisco a flauto, con tutti quei buchi, ma poi, le correnti d’aria? non preferiresti essere un pianoforte, semplice, elegante? è vero, tu no, tu suoni con le unghie, e con le unghie canti e danzi, e i paparazzi sempre ci inseguono, perché abbiamo le storie blu.

  ANNO NUOVO UNGHIA NUOVA

L’unghia adesso ha solo un piccolo puntino nero, ricordo dello schiacciamento di più di due mesi fa. Sparirà anche il puntino e l’unghia nuova tornerà a graffiare con movimenti rapidi e precisi, tornerà a lacerare a graffiare le altre unghie, lascerà disegni che non sono gesso ma tracce di calcio.

sulla mano ho ancora i segni della lotta, le ferite, ma sono uscito come sempre vincitore. sulle mani i segni rossi, fino all’avambraccio e oltre, le domande che non gli ho fatto, lui che non ha saputo dirmi niente e mi guardava con gli occhi perché con la bocca non poteva guardarmi ma solo emettere un soffio rauco e trattenuto.

sulla mano ho ancora i segni della collutazione, non capivo se era un gioco o una lotta per la sopravvivenza, per ristabilire i ruoli tra noi, chi cammina in piedi e chi sta in terra.

non è facile uscire vincitore dallo scontro con un gatto di oltre quattro chili. ma ci sono riuscito.

almeno per questa volta.

il gatto mi sta in braccio

come il dito alla mano,

con le unghie faccio le fusa:

l’aria è tutta un graffio.

(Casa, gatto in braccio)

I colori dell’unghia

Adesso la mia unghia dà sul rosso. E’ un’unghia che tramonta, oppure un’unghia che nasce? Più la guardo, però, meno somiglia a un sole. E’ un tuorlo d’uovo, di quelli con il seme che si vede, una giornata piovosa, una palla di cristallo con la neve dentro, se scuoto l’unghia tutto si rovescia ma poi tutto ricomincia con un graffio.

Ufficio Einaudi Torino

Storie dall’unghia

La mia unghia sta cambiando colore. Da viola con le sfumature rossescenti a giallo paglierino, giallo-sole, giallo-gatto-digiuno. Tornerà mai al rosa antico, oppure prenderà una strada più breve, annullando le perplessità?

La soluzione sarebbe un’unghia posticcia, prima che le altre unghie della mano si sollevino in una sommossa popolare, cacciando l’unghia a unghiate.

In treno per Torino, 8 novembre 2004