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Di fronte allo scrittoio infranto

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Di fronte allo scrittoio infranto
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Ogni cambiamento ci rende un po’
più vicini e lontani
dalla morte. Pensa alle favole
che sbattono sui vetri
mentre tenevi la finestra
chiusa, pensa alle fusa
del gatto che chiama
dal cortile mentre
l’inquilino di sopra
canta una melodia
tra lirica e pornografia.
 
Di fronte allo scrittoio infranto
scrivere a terra, coi piedi e con le mani,
sul pavimento gelido, scrivere con la bocca
sul corpo
del reato ancora caldo, se per reato
intendiamo
decidere di vivere, innamorarci.
 
Le persiane del palazzo di fronte
che sbattono e risbattono,
le ciglia di uno dei due,
la meraviglia
di un nuovo giorno
che non si era chiesto
insieme, le api ai pascoli
i mieli sulla credenza, dal letto
l’approssimarsi, dilazionabile,
della colazione.
 
 
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milano16.10.17
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秋葉原 akihabara

Akihabara Tokyo
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秋葉原
akihabara
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?
 
resteremo sempre
esultanti e inadeguati
di fronte alla vita e alla morte
davanti a questo vetro
con la fila di bambole appese
da afferrare con il gancio
in una sala
giochi
giapponese
 
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apr-sett017

Madri perle, padri padroni

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Madri perle, padri padroni
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C’è una biglia di vetro (o è una perla?)
che rotola sul tram c’è una botola
e se l’apri puoi vedere
i topini che trainano il motore
facendo la ruota
a dinamo mentre i pavoni
perdono la coda in fila alle poste
e i padroni vendono
le partecipate dei mezzi pubblici.
 
Sul lungoportico accanto al tram
una bottiglia con un ultimo
sorso di birra
lasciato lì come uno straccio
un tramestio di guerre evocate
nei piedi nelle scarpe che scricchiolano
sul pavimento lucidato in galleria
senza gesti plateali
sprechi di tempo
echi di senso
cosa osa sa a?
 
C’è una bottiglia che rotola
e per dio nessuno fa niente.
 
Finché s’infrange
tra i piedi dei passanti che
ne scansano le schegge
e vanno oltre
le vetrine con le perline false
si tuffano in fondo al viale
a recuperare la madre
perla
persa per strada.
 
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metasettembre’017.to.mi.
 
foto di Utagawa Kunisada, 1830 (fonte autore internet non certa)

Esordire con dolcezza

giallo coc
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Esordire con dolcezza
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S’azzuffano due vespe
(lottano danzano fanno l’amore)
nel mezzo dell’asfalto,
senza rumore, zuppe d’acqua,
ne resta una
a terra
l’altra vola
accanto
i piedi di una coppia che
si bacia dalla testa ai piedi.
 
Al centro dello scivolo
sbuca una tortorella.
Sotto lo scivolo qualcuno
in cerca di buchi da seta.
 
L’inflazione è data stabile, quasi
stagnazione, dicono al giornale
radio
passa la hit dell’estate
e niente rimane
tranne
odore di zolfo dai tombini,
le spazzature si fanno cuscini e poi
colline, montagne da scalare
per i giochi dei bambini.
 
Attendiamo per l’inverno
l’arrivo dei netturbini.
 
 
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torino-milano:11-13 settembre ‘017
 
 
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Politica del senso

Davies da Scriptphotography
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Politica del senso
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Per esssere un mimo
parli troppo
 
Per essere un bradipolipo
ti muovi poco
dalla tua cuccia dorata
nel mare di petrolio
 
(Se tutto è già stato detto allora
tutto è già stato narrato
se tutto è stato narrato
non si è detto ancora niente)
 
Per essere un imprenditore
hai poco spirito
d’iniziativa
nelle dichiarazioni d’amore
 
Per essere una palestra
hai pochi contatti con la danza
 
(Se tutto è già stato masticato
non è detto che qualcosa
sia stato digerito)
 
Le nazioni si scontrano
a colpi di moneta sonante
 
I suonatori s’incontrano
a scambi di note contate
 
Una bossa vale quanto una patchanka
Un tango equivale a un canto della Mongolia
Noi equivaliamo a voi se togliamo ogni
traccia di noi e di voi
 
Quanto dista la mia casa da qui
se non ho una casa?
 
Quanto distano i miei piedi dalla testa
se non ho cuore
e polmoni?
 
Come canterò senza la bocca?
Come mi arrabbierò come mi farò sereno
senza gli zigomi almeno?
 
Nei palindromi delle strade
di questa città interscambiabile
potrei essere qui come lì come là
a bere tè vino o sidro di cincillà
 
Aspettiamo a teatro
l’arrivo degli incantatori
Aspettiamo nello stadio
la partenza dei gladiatori
 
Scarsa è la presenza di attori
a questo mondo, e troppa
l’invadenza degli alienatori
 
Il mimo ha smesso di parlare
La mimica ha preso il posto
della tuta mimetica
Le nazioni sono tutte in pace
perché non esistono più
 
Tu mi piaci,
in verde, in oro, e in blu.
 
 
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11sett17-mi-to/train
 
texture by giallomoro-gianluca moro
photo Davies Zambotti DS Zevis

Lemon grass (sabato sera d’estate)

Lemongrass-aaluwala
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Lemon grass
(sabato sera d’estate)
 
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È una serata buona per uscire
o secondo qualcun altro
per entrare,
odore
di citronella sulle scale
nel via vai del pianerottolo
zanzare morte, mani che scacciano
ancora l’aria per abitudine.
 
Dal cortile tra i bambù gli innamorati
sono pronti
alla luce delle cicale.
 
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lugliagosto17