Archivi tag: love

Le dolci premure

german
__________________
Le dolci premure
__________________
 
 
 
 
Premurarsi di cantare
almeno una volta al giorno
 
Enumerare
le incontabili volte in cui
si è desiderato
andare
 
E senza un motivo preciso
e con un chiaro intento
passare all’indicativo:
hai cantato
sotto la doccia
trasparente
coi germani popolari
hai contato
le volte
in cui ti desiderasti
più di ogni altra cosa
mentre ti trovavi a grande distanza
da te, oltre gli astri
conosciuti e interpretati come
semplicistico destino
da un giornale scandalistico
aperto
sulla colonna dell’oroscopo
tra un sudoku e una barzelletta
che non faceva ridere
 
 
_____ . _____
 
mi.10.2.18
Annunci

Di fronte allo scrittoio infranto

________________________________
Di fronte allo scrittoio infranto
________________________________
 
 
 
Ogni cambiamento ci rende un po’
più vicini e lontani
dalla morte. Pensa alle favole
che sbattono sui vetri
mentre tenevi la finestra
chiusa, pensa alle fusa
del gatto che chiama
dal cortile mentre
l’inquilino di sopra
canta una melodia
tra lirica e pornografia.
 
Di fronte allo scrittoio infranto
scrivere a terra, coi piedi e con le mani,
sul pavimento gelido, scrivere con la bocca
sul corpo
del reato ancora caldo, se per reato
intendiamo
decidere di vivere, innamorarci.
 
Le persiane del palazzo di fronte
che sbattono e risbattono,
le ciglia di uno dei due,
la meraviglia
di un nuovo giorno
che non si era chiesto
insieme, le api ai pascoli
i mieli sulla credenza, dal letto
l’approssimarsi, dilazionabile,
della colazione.
 
 
________________
milano16.10.17

Posto di conversazione

DaviesBLU
________________________
Posto di conversazione*
________________________
 
 
 
stiamo zitti e guardiamo altrove,
in cucina tutto spento
sparecchiano gli ultimi tavoli, noi
non andiamo
via
dobbiamo chiarire
i punti che non ci sono chiari
mentre il sole alto in questa
sera di giugno
se n’è andato
noi restiamo,
le ultime briciole
ci tolgono anche i bicchieri
ci restituiscono la carta
di credito
avevi detto
avevo detto
io io
tu tu
poi guardiamo
insieme
la stessa direzione
la barca coi turisti sul naviglio
grande sembra affondare
quando sparisce alla vista,
ci sono cose più importanti che
litigare
ci alziamo paghiamo il conto
andiamo a casa a fare l’amore
lungo la strada ci sono
i canguri che portano le cene
saltando i pasti
fino a notte inoltrata,
restiamo per un attimo
su una gamba sola
sopra di noi
i cantieri con le gru sono fermi
ma
sembra sempre che si debbano
da un momento all’altro
abbassare o sollevare
 
 
__________________________________
milanoalzaianavigliogrande,28sett’017
 
 
photo by Davies Zambotti -allrightsreserved
 
 
 
*Il titolo è il nome di un ristorante in Alzaia Naviglio Grande 6, Milano

Le capriole

woodmanfeelseries

_______

Le capriole
_________
 
 
Ci sono certe giornate
con tutto in mano
e il giornale tenuto
sopra la testa a non leggere
le notizie
ma nemmeno a riparararsi
dalla grandine
 
(per quanto faccia male
la grandine si scioglie
l’ematoma si scioglie
l’atomo si scinde
in propositivo e negativo).
 
E quando torni a casa
poggi la testa sul divano
come se fosse la mano di dio
o anche solo quella
di un anziano che ti cresceva
e ti vedeva crescere tanti
anni fa.
 
Poi quando arriva la telefonata
ammicchi e rinfacci
d’ambo le parti
cinquine di baci
tombole di riconquista.
 
Ma l’amore non è
una continua provocazione
o l’arte di proseguire la guerra
con altri mezzi.
 
Lasci gli oggetti dove stanno
non sposti niente nella stanza:
tutto rimane
a terra come dopo un furto
o una battaglia.
 
Dormi in profondità
sopra un fondale,
tonnellate d’acqua ti ricoprono
come mille coperte
una sull’altra.
 
E tu ci fai le capriole
mentre senti che tutto ti è leggero,
una frase letta veloce
senza tornarci sopra
una seconda volta
e che rimane dentro
al risveglio
per tutta la giornata.
 
 
_________
photo: Francesca Woodman, Untitled, da Eel series, Roma, 1977-78, stampa
texture: gianlucamoro, milano16sett17
 

Semiramide (Le architetture in città – vol. 2)

giallo travel
____________
Semiramide
(Le architetture in città – vol. 2)
________________________________
 
 
sono d’ogni città
che incontro e ascolto
con il vento
contro o a favore
sono d’ogni umore
a seconda
dell’abitazione che incontro
sono trasparente come
questo edificio che mi riflette
mentre provo con la mia ombra
ogni movimento
in ogni direzione
sono d’ogni opinione che
ascolto
soffro d’ogni
occasione che prenda o che perda
 
e quando incontro te
 
sono tutti i paradisi e gli orsi
del mondo, tutte le fiere e i fiori
carnivori o stagionali
e non ce n’è per nessuno e per niente
sono l’essere più egoista e altruista del mondo
quando scrivo di te e per te
fondando questa città
di steli rovi e pelurie,
di pelle e spine nelle ossa,
nelle fondamenta,
quando tutto
dimentico e tutto ritrovo
sono in tutte le città da cui
passasti e passerai. tutte
le città
scomparse presenti o ancora da pensare
portano il tuo nome.
 
 
_____ . _______
mi+to/14sett17
photo and texture by giallomoro-giantropomorfo
allrightsarealmostreservedthroughtheworld

Esordire con dolcezza

giallo coc
______________________
Esordire con dolcezza
______________________
 
 
 
 
S’azzuffano due vespe
(lottano danzano fanno l’amore)
nel mezzo dell’asfalto,
senza rumore, zuppe d’acqua,
ne resta una
a terra
l’altra vola
accanto
i piedi di una coppia che
si bacia dalla testa ai piedi.
 
Al centro dello scivolo
sbuca una tortorella.
Sotto lo scivolo qualcuno
in cerca di buchi da seta.
 
L’inflazione è data stabile, quasi
stagnazione, dicono al giornale
radio
passa la hit dell’estate
e niente rimane
tranne
odore di zolfo dai tombini,
le spazzature si fanno cuscini e poi
colline, montagne da scalare
per i giochi dei bambini.
 
Attendiamo per l’inverno
l’arrivo dei netturbini.
 
 
________________________________
torino-milano:11-13 settembre ‘017
 
 
photoGiallomoro (all rights almost reserved or shy)
texture by Giallomoro on giantropomorfo
(all rights almost reserved or brilliant)

Politica del senso

Davies da Scriptphotography
______________
Politica del senso
_______________
 
 
 
Per esssere un mimo
parli troppo
 
Per essere un bradipolipo
ti muovi poco
dalla tua cuccia dorata
nel mare di petrolio
 
(Se tutto è già stato detto allora
tutto è già stato narrato
se tutto è stato narrato
non si è detto ancora niente)
 
Per essere un imprenditore
hai poco spirito
d’iniziativa
nelle dichiarazioni d’amore
 
Per essere una palestra
hai pochi contatti con la danza
 
(Se tutto è già stato masticato
non è detto che qualcosa
sia stato digerito)
 
Le nazioni si scontrano
a colpi di moneta sonante
 
I suonatori s’incontrano
a scambi di note contate
 
Una bossa vale quanto una patchanka
Un tango equivale a un canto della Mongolia
Noi equivaliamo a voi se togliamo ogni
traccia di noi e di voi
 
Quanto dista la mia casa da qui
se non ho una casa?
 
Quanto distano i miei piedi dalla testa
se non ho cuore
e polmoni?
 
Come canterò senza la bocca?
Come mi arrabbierò come mi farò sereno
senza gli zigomi almeno?
 
Nei palindromi delle strade
di questa città interscambiabile
potrei essere qui come lì come là
a bere tè vino o sidro di cincillà
 
Aspettiamo a teatro
l’arrivo degli incantatori
Aspettiamo nello stadio
la partenza dei gladiatori
 
Scarsa è la presenza di attori
a questo mondo, e troppa
l’invadenza degli alienatori
 
Il mimo ha smesso di parlare
La mimica ha preso il posto
della tuta mimetica
Le nazioni sono tutte in pace
perché non esistono più
 
Tu mi piaci,
in verde, in oro, e in blu.
 
 
__________________
11sett17-mi-to/train
 
texture by giallomoro-gianluca moro
photo Davies Zambotti DS Zevis