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so-ja

so-ja

 

 

Ora la casa sa di soja bruciata

e non so se la cosa abbia un qualche

nesso

con l’amplesso

e la cucina troppo distante

dal letto.

Ho preparato un letto di verdure

ho scritto sopra le lenzuola

con il nero di seppia:

tu potresti intanto incominciare

dall’antipasto

mentre scendo dai cinesi a mezzanotte

in cerca di vino.

 

 

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asfalto

asfalto

 

 

 

“Bisogna lavorare prima di morire”

dice il vecchio sul marciapiede,

batte la sdraio col martello

rovistata dalla monnezza

cercando di scuoiarle il telo

e salvare la struttura in ferro.

Colpo su colpo

a forza di braccia e dita

imprime una bellezza da esporre

levando polvere all’asfalto.

 

 

neologismi

neologismi

 

 

 

questo giorno senza te

irriprendibile andato perduto

questa cena senza te

inammissibile andata a male,

polvere a neve

sopra la tavola apparecchiata,

questo muro, la macchia scura

quella volta che ho schizzato

più in alto,

questo giorno senza me

che sono andato a cercarti

e ancora non ritorno,

questo giorno senza una scusa

per fare un bagno o suonare

senza un motivo per lavorare

senza bisogno di bere mangiare

racchiuso nell’ora persa

con l’avvento dell’ora solare

 

 

 

 

ottobre 2012

Linotype

Linotype

 

 

 

la ragazza con gli occhi liquidi

e il suo tipo-grafico che le toglie

la noia dalle ciglia

cercando una mossa da clown,

la ragazza con il broncio mantenuto

da un’eredità milionaria

scatta foto con la macchina precaria

impostando il colore più alla moda

beve gin & soda, e non sa

il colore degli occhi del suo ragazzo

non sa bene neanche il suo nome,

ma al suo cazzo

dà un nomignolo sempre diverso

nei giorni di festa

 

 

 

(ottobre 2012, in due riprese)

l’arte di tenere pulita la casa

l’arte di tenere pulita la casa

 

 

l’arte di tenere pulita

la casa

cercando di respirare il meno possibile

per non spostare polvere,

pareva essere la soluzione migliore

e comunque sempre meglio

che venire a cercarti

in qualche stanza d’albergo

appena rifatta da una cameriera distratta

l’arte di distruggere i mobili, le cassettiere

cercando di stipare quintali di vestiti

di persone passate

da questo appartamento

l’arte di offuscare il sentimento

e rendere lucido il mobilio

con la speciale cera avvolgente

in offerta al discount

 

 

 

PRESTITI

 

 

PRESTITI

 

 

Ti ho fatto un prestito che

non potrò restituire,

l’autostrada sapeva di bianco

tuorli d’uova sui bordi del guard rail

e le colline montate a neve,

a bianco sporco di ditate,

non erano bambini ma zampe

di cornacchie o prataiole spuntate in ritardo

sorprese da uno scherzo d’inverno che

non faceva neanche battere i piedi

Ti ho fatto un prestito che

non potrò restituire,

ho fatto l’amore con te

mentre morivo d’interesse

ho disegnato curve e linee rette

sulla tua schiena, e parallele

e perpendicolari all’autostrada

dentro il motel Meraviglia

– quando finisce la veglia e inizia

il sonno riparatore che riempia

tutti questi buchi svegli dei miei pori? –

avremo fatto sera ormai

se fossimo restati

ma avevi fretta di tornare

e io di andare avanti

così abbiamo preso l’autostrada a piedi

abbiamo preso l’autostrada a sputi a sassate

l’abbiamo abbandonata per un fiotto del torrente

sotto il cavalcavia

là sotto

ci siamo detti parole

che non si possono restituire

 

 

 

 

ALL’OSSO

ALL’OSSO

ma se ridotta all’osso, all’essenza del personaggio, la vita appare come quel vecchio mendicante che chiede l’elemosina alla bambina.

Ho sete – dice il mendicante. e la bambina: Ho fame.

Io ho un po’ di pane – dice lui. Io potrei piangere – risponde lei.

ma se ridotta all’osso, al centro del ragionamento, la morte appare lo specchio della vita, ogni boccone ogni sorso dato avuto è l’unica saggezza a disposizione.