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Esordire con dolcezza

giallo coc
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Esordire con dolcezza
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S’azzuffano due vespe
(lottano danzano fanno l’amore)
nel mezzo dell’asfalto,
senza rumore, zuppe d’acqua,
ne resta una
a terra
l’altra vola
accanto
i piedi di una coppia che
si bacia dalla testa ai piedi.
 
Al centro dello scivolo
sbuca una tortorella.
Sotto lo scivolo qualcuno
in cerca di buchi da seta.
 
L’inflazione è data stabile, quasi
stagnazione, dicono al giornale
radio
passa la hit dell’estate
e niente rimane
tranne
odore di zolfo dai tombini,
le spazzature si fanno cuscini e poi
colline, montagne da scalare
per i giochi dei bambini.
 
Attendiamo per l’inverno
l’arrivo dei netturbini.
 
 
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torino-milano:11-13 settembre ‘017
 
 
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Politica del senso

Davies da Scriptphotography
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Politica del senso
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Per esssere un mimo
parli troppo
 
Per essere un bradipolipo
ti muovi poco
dalla tua cuccia dorata
nel mare di petrolio
 
(Se tutto è già stato detto allora
tutto è già stato narrato
se tutto è stato narrato
non si è detto ancora niente)
 
Per essere un imprenditore
hai poco spirito
d’iniziativa
nelle dichiarazioni d’amore
 
Per essere una palestra
hai pochi contatti con la danza
 
(Se tutto è già stato masticato
non è detto che qualcosa
sia stato digerito)
 
Le nazioni si scontrano
a colpi di moneta sonante
 
I suonatori s’incontrano
a scambi di note contate
 
Una bossa vale quanto una patchanka
Un tango equivale a un canto della Mongolia
Noi equivaliamo a voi se togliamo ogni
traccia di noi e di voi
 
Quanto dista la mia casa da qui
se non ho una casa?
 
Quanto distano i miei piedi dalla testa
se non ho cuore
e polmoni?
 
Come canterò senza la bocca?
Come mi arrabbierò come mi farò sereno
senza gli zigomi almeno?
 
Nei palindromi delle strade
di questa città interscambiabile
potrei essere qui come lì come là
a bere tè vino o sidro di cincillà
 
Aspettiamo a teatro
l’arrivo degli incantatori
Aspettiamo nello stadio
la partenza dei gladiatori
 
Scarsa è la presenza di attori
a questo mondo, e troppa
l’invadenza degli alienatori
 
Il mimo ha smesso di parlare
La mimica ha preso il posto
della tuta mimetica
Le nazioni sono tutte in pace
perché non esistono più
 
Tu mi piaci,
in verde, in oro, e in blu.
 
 
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11sett17-mi-to/train
 
texture by giallomoro-gianluca moro
photo Davies Zambotti DS Zevis

L’ora esatta (XXXY)

davies L'ora esatta
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L’ora esatta
(XXXY)
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Ci ameremo come in un film porno
con i ruoli inevitabili
tu ti sfilerai per sbaglio la camicetta
e mi chiederai di entrare
nella tua testa per aggiustare quello
che non va
io fintamente sorpreso
estrarrò l’organo della conoscenza
e suoneremo insieme una musica tecno
logica che coprirà
ogni nostro tentativo di dialogo
 
Ci ameremo come in un film muto
producendo smorfie esagerate come
stare sopra la tazza rovente
di un gabinetto
 
Ci ameremo tra di noi, nel non detto,
e non saremo amati da nessuno
come quegli attori
destinati a fare sempre
la parte dei cattivi e che la gente
per riflesso
odia anche nella vita reale
 
Ci ameremo bene o male
come ci si ama
alla fine dell’estate o della luce
di ogni giorno
quando si sta appesi
tra malinconia e bilancio
attesa e paura
felicità del pericolo scampato
 
Ci ameremo di slancio
al buio di nascosto
dall’altro lato
della siepe a un cinema all’aperto
per non pagare
il prezzo del biglietto
 
Ci ameremo allo stesso tempo
di profilo e di fronte
come in un quadro cubista
 
Ci ameremo chiudendo gli occhi
dimenticando la vista
spalancando la bocca
per fare uscire un possibile
segreto
o prendere soltanto
un respiro più lungo del solito
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agosett2019*variluoghidimilano 
texture Gianluca Moro – giantropomorfo
photo: Davies Zambotti, “L’ora esatta”

Le architetture in città (vol.I)

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Le architetture in città (vol.I)
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Sterminata bellezza
delle vie laterali
che incontri dal nulla
e t’aprono a un segreto che
prima non avevi. E non
sai se condividerlo
tornando a cercare
qualcuno dal Corso
o tenerlo per te proseguendo
tra i discorsi zitti di quei balconi
secondari e le magnolie rigogliose
che si affacciano come cani
dalle cancellate.
 
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fineago17mi
 

Fantasia di Chiang mai

chiang mai
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เชียงใหม่;
จินตนาการ
Fantasia di Chiang mai
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Sembrava un tempio,
un po’ più spoglio
del solito, e meno dorato,
ma comunque un luogo
d’isolamento,
quando sono entrato
per pregare
ho realizzato: era
un magazzino
di vernici e pollini,
ho pregato nel magazzino
di poemi e vertici,
meditando su ciò
che era avverabile
e ciò che era semplicemente desiderabile
perché diventassi una persona migliore
e meno legata al filo
dei commenti nella vita e nelle pubblicazioni
ho appeso la sentenza
a un filo di ferro che penzolava
come i rami presso i templi
e dato che l’effetto non era poi
così diverso
ho deciso che poteva andare bene
e poi ho pensato che
come profezia
non era poi affatto male
e del resto me l’ero poi predetto da solo
il futuro
per cui mi sono portato via il foglietto con la sentenza
ho camminato per ore
lungo ombre di strade
(strade che parevano l’ombra di se stesse)
e al primo passante che anche solo vagamente
somigliava a un magistrato
ho regalato un fiore di carta
bollata
con sopra il primo testo scritto nella mia vita
chiedendo che fosse clemente
per gli eventuali
errori di ortografia o eccessi verbali.
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photo and texture by giallomoro

Robusta, arabica

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Robusta, arabica
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certe volte il caffè
quando esce non fa rumore
altre volte nelle orecchie
è la voce di un genitore
quando non è ancora mattino
e non puoi fare altro
che alzarti, e andare
 
 
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lugli’017

La colazione del sabato (the breakfast theme, vol.2)

uovo
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La colazione del sabato
(the breakfast theme, vol.2)
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Lei riposa ancora,
io alzato
da una vita intera. Preparo
me alla colazione del sabato, quella lunga
interminata indeterminata frase
fatta di articolazioni stirate
uova all’occhio di drago
benedette o strapazzate
e gusci intatti come decorazione
mentre imminente (come sempre
in ogni stagione)
è il Natale. Preparo
versi da far stupire
anche un analfabeta che riuscirebbe
improvvisamente a leggere. Preparo
le valigie per la nostra vacanza
sulla Luna. Non è il caso che ci salutiamo
con gli amici, perché anche da lì
vi penseremo. Non dateci consigli perché
non li ascolteremo. C’è bisogno di schianti
nella vita, e l’eccesso di preparazione
impedisce la sorpresa e disvela la trama.
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Milano3-6dic16